Tutto quello che leggi o vedi è vero?
Veicoli di diffusione
Come evitare di condividere informazioni false
Controllare sempre la fonte
Come sapere se una fonte sia affidabile o meno: passo 1
Come sapere se una fonte sia affidabile o meno: passo 2
Come sapere se una fonte sia affidabile o meno: passo 3
Come sapere se una fonte sia affidabile o meno: passo 4
Come sapere se una fonte sia affidabile o meno: passo 5
È tutto in ordine?
Fare delle ricerche
Cosa cercare su Google: passo 1
Cosa cercare su Google: passo 2
Non solo Google
Prima di credere a qualcuno...
... o dargli i tuoi soldi
Intrattenimento
Tutto ciò che leggi sulla guerra è vero? Alcuni consigli per esserne sicuro
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Tutto quello che leggi o vedi è vero?

Ogni giorno siamo bombardati da migliaia di articoli, immagini e video riguardanti gli eventi di cronaca del momento, tanto che risulta quasi impossibile stabilire quali di essi siano veri o creati di proposito per colpire la parte più emotiva del nostro cervello che è propensa ad accettare come dato di fatto ciò che ci viene presentato dai media (e non solo).

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Veicoli di diffusione

Come diceva Bertrand Russel: “Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda.”
Il problema, infatti, non è solo credere ad una notizia falsa, quanto diventare un veicolo della sua diffusione (e noi non vogliamo esserlo, vero?)

(Foto: Ravi Sharma su Unsplash)

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Come evitare di condividere informazioni false

Riconoscere una notizia falsa, ossia una di quelle "fake news" di cui tanto si parla, e così evitare di condividerla, non è una missione impossibile, ma c'è bisogno di utilizzare alcuni accorgimenti, come quelli che ci presenta il New York Times nel suo articolo intitolato "How to Avoid Sharing Misinformation on the War in Ukraine", ovvero "Come evitare di condividere informazioni false sulla guerra in Ucraina". Vediamo insieme di cosa si tratta.

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Controllare sempre la fonte

Secondo Daniel Victor, che ha curato l'articolo del quotidiano statunitense, la prima cosa da verificare è la fonte che ci presenta l'informazione. È affidabile? Abbiamo motivi per pensare che non lo sia?

(Foto di Jorge Franganillo su Unsplash)

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Come sapere se una fonte sia affidabile o meno: passo 1

Su Twitter, Instagram o Facebook può aiutarci il simbolo di spunta blu accanto al nome dell'account: indica che l'identità della persona sia stata confermata. Questo, però, è sufficiente? Non sempre, ma è comunque un primo passo.

(Foto di Timothy Hales Bennett su Unsplash)

 

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Come sapere se una fonte sia affidabile o meno: passo 2

Ok, abbiamo aperto Twitter e accanto al nome c'è il simbolo di spunta blu. Ma chi è la persona proprietaria dell'account? È un esperto della materia? È un giornalista che si occupa di queste tematiche o è un VIP che, semplicemente, sta riportando un fatto e lo sta commentando? Fare delle ricerche su internet per saperne di più non sarebbe una cattiva idea.

(Foto di Firmbee.com su Unsplash)

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Come sapere se una fonte sia affidabile o meno: passo 3

Il New York Times, citando il Dr. Donovan, ci avvisa: se un user è formato da un nome seguito da molti numeri, molto probabilmente è un bot. Insomma, diffidate dai tweet di CredimiSempre5423534321.

(Foto di dole777 su Unsplash)

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Come sapere se una fonte sia affidabile o meno: passo 4

Se CredimiSempre5423534321, poi, ha pochi follower, pochi tweet (o post) e le notizie che riporta sono tutte scollegate tra loro... beh, molto probabilmente non è degno della vostra fiducia.

(Foto di Austin Distel su Unsplash)

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Come sapere se una fonte sia affidabile o meno: passo 5

Ma non è finita! Il nostro caro CredimiSempre5423534321 ha anche un'altra passione: quella di usare un hashtag per ogni parola e alcuni che sono anche fuori tema... Beh, in questo caso, molto probabilmente ciò che gli interessa è l'engagement e verificare le notizie che ha pubblicato, prima di condividerle con i vostri amici e i vostri parenti più creduloni, dovrebbe essere un dovere morale.

(Foto di Katie Harp su Unsplash)

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È tutto in ordine?

Abbiamo fatto i nostri compiti e abbiamo controllato tutto: il simbolo di spunta c'è, il proprietario dell'account ha un nome che non sembra una formula matematica, abbiamo verificato chi sia e che abbia un numero decente di follower (che gli invidiamo) e di pubblicazioni che ci sembrano inerenti al caso e, infine, che non abbia una passione smisurata per gli hashtag. Ci sembra tutto in ordine. Allora possiamo inviare il suo post a quel nostro collega che vuole avere sempre l'ultima battuta? Beh, qualche accuratezza in più non verrebbe male (almeno per evitare figuracce).

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Fare delle ricerche

Prima di cedere alle lusinghe del tasto "condividi" perché anche tutti gli altri nostri contatti leggano quell'interessantissima notizia che ci ha lasciati a bocca aperta, in realtà, sarebbe meglio fare un ulteriore check sul nostro motore di ricerca preferito.

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Cosa cercare su Google: passo 1

Per prima cosa, cercate se altri quotidiani o altre testate giornalistiche di un certo peso abbiano pubblicato quella notizia. Se non c'è niente di simile, allora è meglio che non condividiate nulla. Quel vostro collega polemico potrebbe avere un'arma in più per prendervi in giro davanti a tutto il vostro team.

(Foto di Obi - @pixel6propix su Unsplash)

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Cosa cercare su Google: passo 2

Sempre secondo il New York Times, anche le foto e le immagini possono aiutarvi a scovare una notizia falsa: a volte, le immagini potrebbero essere anche autentiche, è vero, ma, prese fuori contesto e sistemate in un articolo non inerente, in fin dei conti,  sempre di una fake news si tratterebbe. Per evitarlo, potete affidarvi alla ricerca per immagini di Google e verificarne l’origine.

(Foto di Guilherme Vasconcelos su Unsplash)

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Non solo Google

Il New York Times non parla solo delle ricerche su Google, ma fa riferimento anche ai cosiddetti fact-checker, ovvero i verificatori di fatti: si tratta di persone od organizzazioni che hanno lo scopo di controllare la veridicità dei fatti presentati nelle notizie, sia prima che dopo la loro diffusione. Molte testate ne fanno uso e anche noi possiamo controllarle.

(Foto di The climate reality project su Unsplash)

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Prima di credere a qualcuno...

La guerra in Ucraina, probabilmente, ha scosso le nostre coscienze e il nostro cuore e, come esseri umani, siamo portati a pensare che sia stato così per tutti e che non ci siano motivi per diffidare.

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... o dargli i tuoi soldi

Eppure il pericolo è sempre in agguato e per questo il New York Times vi dà un ultimo consiglio: quello di investigare a fondo le organizzazioni a cui pensate di donare i vostri soldi o che pensate di raccomandare ai vostri contatti. Dobbiamo essere sicuri che il nostro denaro venga usato nel modo migliore, perché la solidarietà è una cosa seria. O, almeno, dovrebbe.

(Foto di Pickawood su Unsplash)

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