Le province italiane dove si vive meglio (o peggio)

Il Festival dell'Economia
La classifica de Il Sole 24 Ore
I 12 parametri
La classifica delle province a misura di bambino
Le Top5 per i bambini
Le ultime 5
Roma e Milano
La classifica delle province a misura di giovane
La Top5
Le ultime 5
Le province migliori per gli anziani
La Top5
Le ultime 5
Lo scopo di queste classifiche
Cosa si evince da queste classifiche
Le uniche province nelle 3 Top15
Il problema della qualità della vita al Sud
Le grandi aree metropolitane
Il Festival dell'Economia

Tenutosi dal 2 al 5 giugno 2022, il Festival dell'Economia ha riunito a Trento rappresentanti delle istituzioni (nazionali e internazionali), premi Nobel, imprenditori, dirigenti e alcune tra le più importanti personalità del mondo dell'economia internazionale in una 4 giorni di incontri organizzata dal Gruppo 24 Ore per discutere i temi caldi del momento, come la situazione post-pandemia e il ruolo dell'economia nella geopolitica mondiale. Il Festival è stato anche l'occasione per presentare un rapporto sulla qualità della vita nelle province del nostro paese.

 

Foto: Ali Nuredini / Unsplash

La classifica de Il Sole 24 Ore

La classifica presentata dal periodico economico analizza la qualità della vita nelle province italiane per fasce d'età, ovvero determina quanto una provincia garantisca il maggior stato di benessere a bambini, giovani e anziani, creando una sorta di mappa del benessere. Per riuscire nell'intento, sono stati utilizzati 12 parametri, forniti da fonti certificate (Istat, Miur, Centro studi Tagliacarne, Iqvia).

Foto: Tatiana Rodriguez / Unsplash

I 12 parametri

I 12 parametri utilizzati ai fini della statistica sono stati i seguenti: saldo migratorio totale, imprenditoria giovanile, aree sportive, amministratori comunali under 40, canone di locazione, quoziente di nuzialità, gap affitti tra centro e periferie,  bar e discoteche, età media al parto, imprese attive nell’e-commerce, laureati e disoccupazione giovanile. Vediamo insieme quali sono le città che occupano i primi posti (e gli ultimi) secondo il punteggio medio calcolato in base a tali paramenti.

Foto di user32212 da Pixabay

La classifica delle province a misura di bambino

Per elaborare la graduatoria relativa alle città che garantiscono una migliore qualità di vita per i bambini sono stati analizzati, ad esempio, fattori come il numero di posti autorizzati per 100 bambini negli asili nido, il numero di pediatri attivi, i metri quadri di giardini e zone verdi presenti nella provincia e la percentuale di edifici scolastici con mensa.

Foto di Bessi da Pixabay

Le Top5 per i bambini

Alla luce di quanto sopra, conquista il primato come migliore provincia per i bambini il capoluogo della Valle D'Aosta, con un punteggio di 596,9 in cui spicca il risultato per l'accessibilità delle sue scuole. Sul podio la seguono Arezzo (512,6) e Siena (503,1). Firenze si assesta al 4º posto, con i suoi 497,7 punti, seguita da Udine (485,8).

Foto di Sergio Cerrato - Italia da Pixabay

Le ultime 5

Chiudono la classifica, in ordine, Reggio Calabria con 283 punti, seguita a poca distanza da Palermo (282,2), Matera (277,1), Caltanissetta (263,7) e Foggia, che con i suoi 250,7 punti occupa l'ultimo gradino della graduatoria, il 107º. A penalizzare la provincia pugliese, il punteggio riportato per fattori come l'accessibilità delle sue scuole, il loro stato e la disponibilità degli asili nido.

Foto: Who’s Denilo? / Unsplash

Roma e Milano

La due province più popolose d'Italia figurano in basso nella classifica della qualità di vita per i bambini: Milano è al 60º posto, mentre Roma occupa solo l’83esimo.

Foto: Siavash / Unsplash

La classifica delle province a misura di giovane

Per quanto riguarda la qualità di vita per i giovani dai 18 ai 35 anni, gli indici considerati includono, tra gli altri, la percentuale di amministratori comunali under40, il costo degli affitti (in funzione del reddito), l'imprenditorialità giovanile, la presenza di bar e discoteche e la percentuale di laureati calcolata sulla popolazione dai 25 ai 39 anni.

Foto di StockSnap da Pixabay

La Top5

Tutte al Nord le province italiane fatte per i giovani. Quella che garantisce una migliore qualità di vita per questo target d'età è Piacenza, con un punteggio di 590,8 ottenuto grazie ad un tasso di disoccupazione giovanile basso e alla presenza nel suo territorio di aree dedicate allo sport e ai servizi. Sul podio la seguono Ferrara (575,5) e Ravenna (561,1). Chiudono la Top5 le province di Vercelli (554,7) e Cremona (550,8).

Foto di KATY BACIU da Pixabay

Le ultime 5

Saltiamo dal Nord, passando per il Centro e il Sud, fino alla Sardegna negli ultimi 5 posti della graduatoria sulla qualità della vita per i giovani under40. Le province peggiori, da questo punto di vista, sono Genova (411,8), Taranto (402), Roma (387,7), Barletta-Andria-Trani (373,9) e il Sud Sardegna (344,7), penalizzato da fattori come l'elevato gap tra il costo degli affitti in centro e in periferia. Neanche Milano riesce a risalire la classifica, fermandosi al 95º posto.

Foto di Francesco Nigro da Pixabay

Le province migliori per gli anziani

Ad incidere sulla graduatoria relativa alla qualità della vita degli over 65 sono stati considerati, tra gli altri, fattori come la speranza di vita, la presenza di infermieri e medici, il consumo di farmaci antidepressivi e l'assistenza domiciliare.

Foto: tatiana-zanon /Unsplash

La Top5

È proprio per la speranza di vita che la città sarda di Cagliari conquista il primo posto del podio con 590,3 punti, seguita da Bolzano (546,9) e Trento (524). A chiudere la Top5, Roma (512,6) e un'altro capoluogo sardo, Nuoro (508,2).

Foto di Eszter Miller da Pixabay

Le ultime 5

Vercelli, che è al 4º posto nella classifica riguardante i giovani, in quella sugli anziani scende di numerosi posti, attestandosi al 103º con 297,4 punti. Chiudono la classifica la provincia di Verbano-Chiuso-Ossola (293.2) e tre province toscane, Lucca (283,6), Massa-Carrara (281,2) e Pistoia, la provincia italiana con la peggior qualità della vita per gli anziani, con 276,8 punti.

Foto di Makalu da Pixabay

Lo scopo di queste classifiche

Le classifiche sulla qualità della vita proposte da Il Sole 24 Ore, secondo il quotidiano stesso, hanno come obiettivo fornire una visione globale del benessere nazionale, per favorire gli investimenti consapevoli e l'attuazione di riforme che possano attenuare le disuguaglianze sociali e territoriali, rese ancora più evidenti a seguito della pandemia. Parametri come la presenza di imprese di e-commerce nel territorio per i giovani, la speranza di vita per gli anziani e i posti negli asili nido sono indicatori di un benessere (o un malessere) sociale che dice molto della società in cui viviamo.

Foto: ekaterina-shakharova /Unsplash

Cosa si evince da queste classifiche

Ciò che si evince dalle 3 classifiche è che la maggior parte delle province italiane offre una qualità della vita abbastanza altra solo per uno specifico target d'età e raramente i punteggi registrati da una città sono simili nelle tre categorie considerate. Una città come Roma, ad esempio, sembra preoccuparsi abbastanza per gli over65, mentre non riesce a raggiungere livelli accettabile né per i giovani, né per i bambini.

Foto: David Köhler / Unsplash

Le uniche province nelle 3 Top15

Trento è l'unica provincia italiana ad assicurarsi un posto nella Top10 delle tre categorie, seguita da Parma (che però resta nella Top15).

Foto: DEZALB / Pixabay

Il problema della qualità della vita al Sud

Il Centro-Nord del paese sembra manifestare la propria leadership in quanto a qualità della vita (ad esempio, la Toscana per i bambini e l'Emilia Romagna per i giovani), mentre il risultati delle città del Sud evidenziano un significativo divario con gli altri territori del paese, soprattutto per la mancanza di servizi e di attenzione al benessere di bambini, giovani e anziani.

Foto: Luca Micheli / Unsplash

Le grandi aree metropolitane

Con i loro 2.758.243 e 1.370.094 abitanti, rispettivamente, città come Roma e Milano (che, per di più, sono due grandi città universitarie) raggiungono punteggi decisamente bassi. Non sembrano riuscire ad offrire i servizi necessari e a coprire i bisogni dei loro abitanti, soprattutto quando parliamo di giovani e bambini.

Foto di Dorinel Nedelcu da Pixabay

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