L'agonia dei ghiacciai del mondo

Gli studiosi lo ripetono da anni
Temperature record
La Marmolada: oggetto di studio da anni
Il (triste) pronostico degli scienziati
Ridotti volume e superficie
Ma non solo...
La situazione potrebbe peggiorare
Lo studio di Padova
I ghiacciai, responsabili di un quarto delle perdite globali di ghiaccio
La velocità con cui la Terra sta perdendo ghiaccio
Come tutto il Regno Unito
Metà delle perdite sono di ghiaccio sulla terraferma
La situazione nel mondo
Un esempio: il ghiacciaio Okjökull in Islanda
I Pirenei
Un aumento della temperatura media
A rischio 17 dei 24 ghiacciai
Un preavviso
L'Everest e l'aumento dei laghi glaciali
Il ghiacciaio Khumbu
Il pericolo delle inondazioni
L'inondazione in India nel 2021
Il Monte Bianco
Un sorvegliato speciale
In Canada
La situazione dei ghiacciai canadesi
I ghiacciai di Vancouver Island
Un fenomeno che deve preoccupare
La Groenlandia
280 miliardi di tonnellate di ghiaccio in meno
Perché deve preoccuparci questa situazione?
Le centrali idriche del mondo
Perché le chiamano 'centrali idriche del mondo'?
Il fiume Indo in Asia
Si riducono i ghiacciai e aumenta la richiesta di acqua
I fiumi Amy Darya e del Syr Darya in Asia
Lo scenario che si prospetta è sconfortante
Gli studiosi lo ripetono da anni

La tragedia che ha colpito la Marmolada non ha fatto che confermare le preoccupazioni che, da anni, affliggono studiosi ed esperti: i ghiacciai (italiani, ma non solo) sono in agonia.

Temperature record

Le temperature record del mese di giugno e degli inizi di luglio 2022 hanno sferrato un duro colpo alla salute del ghiacciaio più grande d'Italia, eppure molti esperti reputano che tutto ciò sia conseguenza di un fenomeno con uno spettro d'azione ben maggiore.

La Marmolada: oggetto di studio da anni

Già nel 2015 uno studio, pubblicato su Remote Sensing of Environment e condotto da un gruppo di ricercatori del Cnr-Ismar, delle Università di Genova e di Trieste, dell'Università di Aberystwyth (Galles, UK) e dall'ARPA Veneto, ci aveva avvisati: la situazione del simbolo delle Dolomiti era tragica già all'epoca.

Il (triste) pronostico degli scienziati

Ponendo a confronto due rilievi geofisici sul ghiacciaio, effettuati nel 2004 e nel 2015, i ricercatori hanno potuto osservare il seguente fenomeno: il ghiacciaio si stava già riducendo a un tasso tale che nell'arco di 20-30 anni, avevano pronosticato, sarebbe potuto scomparire del tutto.

Ridotti volume e superficie

In soli 10 anni, infatti, il suo volume si è ridotto del 30%, una diminuzione che si è affiancata ad una perdita del 22% della superficie.

Ma non solo...

I ricercatori sono arrivati anche a un'altra terribile conclusione: se si mantenesse il medesimo tasso di riduzione del decennio analizzato, entro il 2050 il ghiacciaio potrebbe scomparire del tutto, lasciando il posto a delle piccole aree di ghiaccio e neve, terreno propizio per le valanghe.

La situazione potrebbe peggiorare

"Da allora, la situazione è peggiorata molto", ha confessato al Corriere della Sera Renato Colucci, dell’Istituto di Scienze Polari del CNR, docente di glaciologia dell’Università di Trieste: "La scomparsa del ghiacciaio potrebbe avvenire anche entro vent'anni".

Lo studio di Padova

I dati allarmanti sul ghiacciaio della  Marmolada sono poi stati confermati da un altro studio più recente, condotto nel 2021 dall'Università di Padova: il ghiacciaio alpino si sta ritirando e lo fa ad un ritmo davvero rapido. Solo nel biennio 2020-2021 è arretrato di oltre 6 metri.

I ghiacciai, responsabili di un quarto delle perdite globali di ghiaccio

La preoccupazione sulla salute dei ghiacci aumenta soprattutto se l'osserviamo in un'ottica globale. Nonostante immagazzinino solo l'1% del volume totale di ghiaccio, infatti, tra il 1994 e il 2017 i ghiacciai hanno contribuito a quasi un quarto delle perdite globali di ghiaccio della Terra.

La velocità con cui la Terra sta perdendo ghiaccio

Stiamo parlando di una cifra importante se consideriamo anche che la velocità con cui la Terra ha perso ghiaccio è quasi raddoppiata nei tre decenni analizzati, passando dagli 0,8 trilioni di tonnellate all'anno negli anni '90 ai 1,3 trilioni di tonnellate all'anno del 2017.

Come tutto il Regno Unito

Secondo i ricercatori dell'Università di Leeds che hanno condotto uno studio pubblicato sulla rivista scientifica 'The Cryosphere', nei decenni tra il 1994 e il 2017 si sono persi 28 trilioni di tonnellate di ghiaccio, una superficie capace di coprire una superficie equivalente al Regno Unito, per intenderci.

Metà delle perdite sono di ghiaccio sulla terraferma

Secondo lo studio, la metà delle perdite è proprio relativa al ghiaccio sulla terraferma, che include 6,1 trilioni di tonnellate dai ghiacciai di montagna, 3,8 trilioni di tonnellate dalla calotta glaciale della Groenlandia e 2,5 trilioni di tonnellate dalla calotta glaciale antartica.

La situazione nel mondo

Questa tendenza è, quindi, comune e non si manifesta solo sulle Alpi, ma anche in altre zone del mondo. In Islanda, ad esempio, si è rilevata una riduzione dei ghiacciai del 7% in 10 anni.

Un esempio: il ghiacciaio Okjökull in Islanda

In 30 anni si è ridotto fino a scomparire, ad esempio, il grande ghiacciaio islandese Okjökull, che ricopriva interamente l'area del vulcano a scudo Ok. Nella foto, la situazione del ghiacciaio nel 2019, in cui si osservano solo piccole chiazze di ghiaccio. Un futuro che, sembrerebbe, potrebbe essere quello di molti altri ghiacciai del mondo.

I Pirenei

La stessa tendenza, infatti, è stata osservata anche in uno studio pubblicato nel 2021 e intitolato "Toward an Ice-Free Mountain Range: Demise of Pyrenean Glaciers During 2011–2020", in cui si analizzano le misurazioni effettuate da un team di ricercatori sulla catena dei Pirenei, che ospitano i più grandi ghiacciai dell'Europa del sud.

Un aumento della temperatura media

Gli scienziati dell'Instituto Pirenaico de Ecología (IPE-CSIC), responsabili dello studio effettuato sulla catena franco-spagnola, additano il cambiamento climatico come responsabile della riduzione dei ghiacci: dal XIX secolo alla data dello studio, infatti, nella zona pirenaica si è registrato un innalzamento delle temperature di 1,5 °C.

A rischio 17 dei 24 ghiacciai

Secondo il team di ricercatori, tale aumento di temperatura ha determinato un'importante riduzione della superficie (23,2%) e dello spessore del ghiaccio (in media 6,3 m) su 17 dei 24 ghiacciai della catena montuosa tra il 2011 e il 2020.

Un preavviso

Uno degli autori dello studio, Jesús Revuelto, è perentorio: "Ciò che stiamo vedendo qui è un preavviso di ciò che accadrà in altre montagne, come le Alpi" e aggiunge: "Quei ghiacciai hanno più massa, ma non resisteranno per sempre."

L'Everest e l'aumento dei laghi glaciali

La regione dell'Everest, invece, da tempo è interessata anche da un altro fenomeno, riconducibile allo scioglimento dei ghiacciai: l'aumento dei laghi glaciali.

Il ghiacciaio Khumbu

"Dieci anni fa c'erano piccoli laghi sul ghiacciaio, ma ora hanno iniziato a divenire più grandi e ad unirsi. In particolare, sul lato sinistro del versante inferiore del ghiacciaio, c'è una serie di sette o otto grandi laghi che stanno iniziando ad unirsi e a formare una lunga catena" ha dichiarato Ann Rowan, a capo di una ricerca, durata 15 anni, sul ghiacciaio Khumbu, nel nord-est del Nepal.

Il pericolo delle inondazioni

Al principio si trattava di piccole ed isolate pozze di ghiaccio fuso sulla superficie del ghiacciaio, che poi si sono ingrandite per formare, infine, degli specchi d'acqua più grandi. Il pericolo, in questo caso, sarebbero le inondazioni, nel caso in cui questi laghi glaciali straripassero.

L'inondazione in India nel 2021

È stata proprio un'inondazione dovuta al distacco di un seracco di ghiacciaio a ridosso della catena dell’Himalaya a travolgere i villaggi ai piedi del fiume di Dhauli Ganga, nello stato dello Uttarakhand, nel nord dell’India, a febbraio 2021, causando un altissimo numero di vittime.

Il Monte Bianco

Una riconferma del fatto che lo scioglimento dei ghiacci non sia assolutamente un fenomeno da sottovalutare ci è data anche dal Monte Bianco e, in particolare, dal ghiacciaio Planpincieux, presso il comune di Courmayeur, situato a circa 2700 metri.

Un sorvegliato speciale

Questo ghiacciaio, definito "ghiacciaio temperato", si trova ad un'altezza di circa 2.700 metri. Le oscillazioni a cui è sottoposto possono raggiungere i 150 cm al giorno, di gran lunga superiori a quelle che interessano il ghiacciaio polare delle Grandes Jorasses, situato a 4.000 metri, che registra movimenti che vanno dai 2 ai 20 cm al giorno, come riporta il Corriere della Sera. Le autorità della Valle D'Aosta lo considerano, perciò, un ghiacciaio da tenere sotto controllo.

In Canada

Uno scenario simile è quello che troviamo anche oltreoceano, in Canada, e gli esperti sono unanimi nel lanciare l'allarme. "Abbiamo superato il punto di svolta per i ghiacciai delle Montagne Rocciose canadesi", ha dichiarato alla CBS John Pomeroy, professore e Canada Research Chair in risorse idriche e cambiamento climatico presso l'Università di Saskatchewan.

La situazione dei ghiacciai canadesi

Un articolo pubblicato da un team di ricercatori dell'University of Northern British Columbia ha rilevato che, tra il 2010 e il 2020, il tasso medio di ritiro dei ghiacciai canadesi è stato 7 volte più rapido di quello registrato nel ventennio precedente.

I ghiacciai di Vancouver Island

I ghiacciai più piccoli di Vancouver Island, ad esempio, stanno diminuendo ancora più velocemente - 32 volte più velocemente tra il 2010 e il 2020 rispetto al periodo dal 1984 al 2010.

Foto:  paulhami - in origine postata su Flickr come Comox Glacier on a February Morning, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7797640

Un fenomeno che deve preoccupare

"Ci [sono] un sacco di ragioni per cui le persone dovrebbero preoccuparsi per come si stia accelerando il ritiro di questi ghiacciai" ha dichiarato il dottorando Alexandre Bevington a CBC Daybreak Nord. "Penso che influirà sulle persone in modo abbastanza profondo e su molti aspetti."

La Groenlandia

Preoccupante è anche la situazione dei ghiacci in Groenlandia, vittima principale delle conseguenze dell'innalzamento delle temperature: il loro scioglimento ha un impatto sull'intera vita del nostro pianeta, primo tra tutti quello dell'innalzamento dei mari, che, per intenderci, negli anni potrebbe far sì che città come Venezia o  isole come le Maldive vengano completamente sommerse.

280 miliardi di tonnellate di ghiaccio in meno

Studi recenti, come quello condotto dall'Università di Leeds e pubblicato su 'The Cryosphere' hanno, infatti, rilevato che lo scioglimento dei ghiacci di quest'area si traduce ogni anno in una perdita di 280 miliardi di tonnellate di ghiaccio, fenomeno che ha causato un innalzamento dei mari di 0,8 millimetri all'anno.

Perché deve preoccuparci questa situazione?

Le conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai, siano essi marini o terrestri, però, vanno al di là dei rischi di valanghe, inondazioni e dell'innalzamento del livello dei mari, seppure siano gli effetti primari di questo fenomeno. Ci sono anche altri risultati da tenere in conto.

Le centrali idriche del mondo

L'importanza dei ghiacciai terrestri per la vita dell'uomo è evidenziata anche dagli autori di un articolo pubblicato a dicembre 2019 su Nature, intitolato "Importance and vulnerability of the world’s water towers", in cui le montagne vengono definite, appunto, le "world’s water towers", ovvero le centrali idriche del mondo.

Perché le chiamano 'centrali idriche del mondo'?

La risposta a questa domanda è semplice. In quelle aree del mondo in cui non esistono falde acquifere, i ghiacciai hanno una funzione importantissima: quella di rifornire di acqua ben 78 paesi e permettere a circa 1,9 miliardi di persone di avere accesso a quest'importantissima risorsa, come sottolineano nello studio precedente.

Il fiume Indo in Asia

Pensiamo solo al fiume Indo, alimentato anche dalle acque dei ghiacciai dell'Himalaya. Durante il suo percorso da sorgente a foce, questo importante bacino idrico rifornisce di acqua ben 4 paesi (Cina, India, Afghanistan e Pakistan) per un totale di 200 milioni di persone.

Si riducono i ghiacciai e aumenta la richiesta di acqua

Se alla riduzione delle dimensioni dei ghiacciai associamo, poi, anche l'aumento della domanda di acqua (per l'industria e l'agricoltura, soprattutto) risulta abbastanza evidente quanto sia drammatico il quadro della situazione.

(Nella foto: la sorgente del fiume Po, sul Monviso, in assenza di ghiaccio, scioltosi sulla strada)

I fiumi Amy Darya e del Syr Darya in Asia

Un altro caso importantissimo da considerare è quello di altri due fiumi dell'Asia centrale, l'Amu Darya e il Syr Darya. Entrambi nascono dai ghiacciai e attraversano zone aride prima di sfociare nel lago d'Aral. Con la riduzione dei ghiacciai e la forte richiesta idrica per l'irrigazione agricola, la portata dei due bacini si sta riducendo, tanto che il lago d'Aral, loro foce, è ormai quasi scomparso.

Lo scenario che si prospetta è sconfortante

Questi sono solo alcuni esempi della situazione dei ghiacciai del mondo e delle possibili conseguenze per la popolazione umana (e non solo), però una cosa è chiara: lo scenario che si prospetta per il futuro del pianeta non è dei più rosei.

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