La tragedia della Marmolada: sono ancora cinque i dispersi

Continuano le ricerche sulla Marmolada
Una tragedia senza precedenti
I familiari delle vittime non ne sono convinti
Il procuratore non era ottimista fin dall'inizio
Il DNA è essenziale
Uno scenario con poche speranze
Un seracco di 300 metri
'Inimmaginabile'
Valanga di ghiaccio e rocce
Zona transennata
I primi soccorsi
Il numero di dispersi scende
Costante ricerca dei dispersi
Difficile che ci siano sopravvissuti
Un percorso normale
'Uno scenario terribile'
identificazione complicata
Otto feriti
Un obitorio improvvisato
Temperature storiche
Un boato assordante
Il cordoglio delle Istituzioni
L'appello delle autorità
Sta cambiando il tempo
Un altro piccolo crollo
Continuano le ricerche sulla Marmolada

Proseguono, tra mille difficoltà per i soccorritori e il timore di nuovi crolli, le ricerche dei 5 cittadini italiani ancora dispersi sulla Marmolada.

Una tragedia senza precedenti

Sandro Raimondi, procuratore capo di Trento, ai microfoni del TG3 esclude qualsiasi responsabilità umana per l'immane tragedia che ha colpito le Dolomiti nella giornata di Domenica. "Per avere una responsabilità bisogna poter prevedere un evento, cosa che è molto molto difficile", ha dichiarato.

I familiari delle vittime non ne sono convinti

Ritengano sia stata una negligenza, invece, alcuni familiari delle vittime. Tra rabbia e dolore, si chiedono perché nessuno li abbia fermati.

Il procuratore non era ottimista fin dall'inizio

Al Corriere della Sera aveva detto nelle prime ore dopo l'accaduto: "Temo che le vittime aumentino almeno del doppio se non del triplo, visto il numero dei dispersi e il fatto che siano rimaste parcheggiate 16 auto. La prima cosa da fare in questo momento è l’identificazione delle vittime che non sarà facile, servirà l’esame del DNA."

Il DNA è essenziale

"Il DNA è importante" per poter identificare le vittime (7 al momento a cui si sommano 5 italiani dispersi), l'incarico verrà affidato probabilmente ai Ris." ha aggiunto in seguito Raimondi all'Adnkronos.

Uno scenario con poche speranze

Le sue parole si erano affiancate a quelle pronunciate da Giorgio Gajer, responsabile del Soccorso Alpino, secondo il quale le possibilità di trovare sopravvissuti erano "davvero molto basse per non dire nulle". Non sembrava ci fosse spazio per la speranza nelle parole degli esperti e delle istituzioni, nonostante le ricerche continuino ancora senza sosta.

Un seracco di 300 metri

Tutto è accaduto nel ghiacciaio della Marmolada, sulle Dolomiti, da cui si è staccato un frammento di quasi 300 metri di larghezza, provocando una valanga di ghiaccio e pietre che ha scatenato l'inferno sulle Alpi.

'Inimmaginabile'

Tutti gli esperti che hanno analizzato quanto accaduto hanno descritto l'accaduto come "inimmaginabile", chiarendo che si tratta di qualcosa di tanto tragico, quanto eccezionale.

Valanga di ghiaccio e rocce

La tragedia è avvenuta quando un enorme seracco, ovvero il grosso blocco di ghiaccio che forma il lato di un crepaccio, si è staccato e ha devastato tutto ciò che incontrava sul suo cammino tra le regioni del Veneto e del Trentino, nel cuore delle Alpi italiane.

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Zona transennata

Dato il rischio di nuove frane e valanghe, il Soccorso Alpino ha delimitato fin da subito l'intera area colpita, secondo Michela Canova, portavoce del Soccorso Alpino del Veneto.

I primi soccorsi

Parallelamente, questa squadra di soccorso ha evacuato 17 persone coinvolte nella frana. Le squadre di soccorso continuano a cercare altre 5 persone scomparse.

Il numero di dispersi scende

Il numero delle persone scomparse è sceso a 5, tutti cittadini italiani, dopo che, nelle ore scorse, altri 5 dispersi sono stati finalmente rintracciati.

Costante ricerca dei dispersi

Le ricerche erano già cominciate pochi minuti dopo l'incidente, con elicotteri dotati di sistemi di rilevamento e unità canine.

Difficile che ci siano sopravvissuti

Strenuo il lavoro dei soccorritori del Soccorso Alpino, in una situazione di timore generalizzato per le condizioni meteo e per il timore di nuovi cedimenti.

Un percorso normale

Secondo il Soccorso Alpino, il crollo del seracco è avvenuto in località Punta Rocca e ha distrutto il normale percorso di salita, travolgendo due gruppi di alpinisti.

'Uno scenario terribile'

Luigi Felicetti, un membro del Soccorso alpino, lo ha descritto come "uno scenario terribile perché c'erano enormi blocchi di ghiaccio e roccia ovunque. Abbiamo iniziato a cercare e abbiamo trovato le prime vittime", ha detto ai media.

identificazione complicata

Gli alpinisti "erano tutti con corde e ramponi, erano attrezzatissimi, sono stati tanto sfortunati", ha precisato Luigi Felicetti. "È un disastro inimmaginabile, una carneficina tale che solo difficilmente ci permetterà di identificare con esattezza l'identità delle vittime", dice.

Foto: Unsplash - Hayato Shin

Otto feriti

Si sono registrati, infatti, anche otto feriti, di cui uno in gravi condizioni, che, pur essendo stati allontanati dalla zona colpita, sono stati raggiunti dai sassi mossi dal vento e dalla frana.

Un obitorio improvvisato

I feriti si trovano già negli Ospedali di Belluno, Treviso e Trento, mentre i corpi senza vita sono stati trasportati in un primo momento al Palazzetto dello Sport di Canazei, dove l'équipe di psicologi era già a disposizione per assistere i familiari.

Temperature storiche

Ma cosa è successo perché questo accadesse? Gli esperti indicano i 10,3 gradi di temperatura che sono stati registrati, un record storico nella zona, con una minima superiore a 5 gradi.

Un boato assordante

I testimoni del crollo, come hanno condiviso sui social, sottolineano che il rumore era assordante e che sulle Dolomiti non avevano mai visto niente di simile, a conferma del fatto che questo della Marmolada sia stato un disastro naturale che nessuno si aspettava.

Foto: Unsplash - Alessio Soggetti

 

Il cordoglio delle Istituzioni

Secondo quanto riportato da Repubblica, al Governatore del Trentino, Maurizio Fugatti, sarebbero arrivate le parole di cordoglio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Il capo dello Stato ha voluto trasmettere anche alla nostra comunità oltre che ai parenti delle vittime il proprio cordoglio. Allo stesso tempo ha espresso parole di gratitudine ai soccorritori che si stanno prodigando, in condizioni non certo facili, alla ricerca delle vittime della grossa frana che ieri pomeriggio ha causato morte e devastazione", ha dichiarato.

L'appello delle autorità

Le autorità, attraverso le parole del questore vicario di Trento pubblicate dal Corriere della Sera, invitano, ovviamente, a non recarsi sul luogo del disastro, perché "al di là della pericolosità del sito e all’inciviltà di questi comportamenti, c’è il rischio di intralciare le operazioni dei soccorritori".

Sta cambiando il tempo

A complicare le operazioni di salvataggio ci sarebbe anche il fattore meteo. Il tempo sulla Marmolada è cambiato e c'è stato uno stop alle ricerche dovuto al maltempo. Ai droni, finora il principale strumento utilizzato dai soccorritori per motivi di sicurezza si è aggiunto nel pomeriggio del 4 luglio anche un elicottero della Guardia di Finanza attrezzato con il sistema Imsi Catcher, nella speranza di riuscire a captare le onde dei cellulari dei dispersi.

Un altro piccolo crollo

Come riporta Il Fatto Quotidiano, sulla montagna sarebbe rimasto del ghiaccio pericolante. Una piccola parte di esso, situato sulla calotta sommitale della Marmolada, è venuto giù proprio nel luogo precedentemente occupato dal seracco che ha causato la valanga. Per questo, le ricerche proseguono soprattutto con 4 droni, mentre quelle "vista-udito" sul posto dovrebbero riprendere giovedì 7 luglio, secondo quanto riporta Repubblica.

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