Giorgia Meloni: la vita pubblica e privata della polemica leader di Fratelli d'Italia

La Meloni in Spagna per VOX
Torna il tema delle lobby LGTB e dell'Islam
I commenti
Da Alleanza Nazionale a Fratelli d'Italia
L'adolescenza e la passione politica
Gli antenati
Azione Studentesca
La sua prima candidatura
La prima donna presidente di un'organizzazione di destra
Le elezioni del 2008 e l'incarico di Ministro
Il no alle primarie e la nascita di Fratelli d'Italia
L'uso della foto di Oliviero Toscani e la polemica
Le europee del 2014
Il Ddl Cirinnà e le 'lobby LGTB'
Il Family Day
Una legge per Elton John
La candidatura a sindaco di Roma
Le elezioni del 2018 e il selfie con Orbán
Presidente del Partito dei conservatori e riformisti europei
Le ultime elezioni amministrative
Il rap 'Io sono Giorgia' diventato il titolo della sua autobiografia
Il compagno e la figlia
Aspettando il 2023
La Meloni in Spagna per VOX

Piovono critiche dopo l'intervento di Giorgia Meloni in Andalusia per sostenere la candidata del partito di estrema destra spagnolo VOX, Macarena Olona, alla presidenza della Comunità Autonoma. “Non c’è mediazione possibile, o si dice ‘si’ o si dice ‘no’". E sono stati molti i "no" pronunciati dalla leader di Fratelli d'Italia nel suo discorso infuocato pronunciato nella città di Marbella.

Torna il tema delle lobby LGTB e dell'Islam

In spagnolo la Meloni dirà: "Sì alla famiglia naturale, no alla lobby LGBT. Sì all’identità sessuale, no all’ideologia di genere. Sì alla cultura della vita, no alla promozione della morte. Sì all’universalità della croce, no alla violenza islamista. Sì ai confini sicuri e no all’immigrazione di massa. Sì al lavoro dei nostri cittadini, no alla grande finanza internazionale. Sì alla sovranità del popolo, no ai burocrati di Bruxelles. Sì alla nostra civiltà e no a coloro che vogliono distruggerla".

Foto: screenshot Youtube

I commenti

Non si sono fatti attendere i commenti dei suoi avversari politici, come, ad esempio, quello del segretario del Partito Democratico, Gianni Letta. In un intervento su La7, il segretario del PD ha dichiarato: “Il comizio di Giorgia Meloni per Vox in Spagna? Penso tutto il male possibile, dai toni ai contenuti. Non c’è nulla che condivido, è esattamente l’opposto di quello che penso. Cosa vuol dire ‘no all’immigrazione’ in contrapposizione con il motto ‘sì al lavoro per i nostri cittadini’? Che discorso è?” e aggiunge: "Siamo un Paese dove mancano i diritti per quella che lei chiama ‘lobby LGTB’, visto che non esiste parità di diritti che non siamo stati grado di inserire anche per l’opposizione del suo partito. Altro che lobby."

Da Alleanza Nazionale a Fratelli d'Italia

Ma le polemiche non sono certo una novità per Giorgia Meloni. "Le critiche sono la cosa più naturale per chi fa il mio lavoro. Gli insulti non li leggo e non mi fanno quasi più male." confessò Giorgia Meloni a Silvia Toffanin in un'intervista concessale durante il programma Verissimo. E le critiche nei suoi confronti, condivisibili o meno, non le sono mai mancate durante la sua carriera politica. Da militante adolescente di Alleanza Nazionale a leader della destra con Fratelli d'Italia, la traiettoria professionale di questa protagonista della politica italiana è cresciuta in modo esponenziale, insieme ai contrasti e alle discussioni.

Foto: Instagram @verissimotv

L'adolescenza e la passione politica

Giorgia Meloni nasce il 15 gennaio 1977 a Roma, nello storico quartiere popolare della Garbatella, dove anni dopo, ancora adolescente, inizierà la sua carriera politica. La sua infanzia è segnata dall'abbandono del padre, che lasciò la famiglia per trasferirsi alle Canarie quando Giorgia aveva solo 11 anni. Morirà anni dopo e la Meloni dirà: "Mio padre non c’è mai stato. È andato via di casa quando avevo un anno. Lui viveva alle Canarie e noi andavamo da lui una, due settimane all’anno e basta. Ma quando avevo undici anni, lui fece un discorso che non si dovrebbe fare ad una ragazzina e io gli dissi "Non ti voglio vedere mai più". Quando è morto non sono riuscita davvero a provare un’emozione, è come se fosse stato uno sconosciuto.", come riporta Vanity Fair.

Gli antenati

Il trauma per l'abbandono del padre non fermerà l'entusiasmo e la voglia di fare di Giorgia Meloni, che a 15 anni, mentre studiava al liceo linguistico "Amerigo Vespucci" di Roma, fonderà il coordinamento studentesco "Gli Antenati", a contestazione del progetto di riforma della pubblica istruzione voluto dalla ministra Rosa Russo Iervolino (nella foto), che prevedeva, tra le altre cose, gli interventi dei privati nella scuola.

Azione Studentesca

Dopo essersi diplomata con il massimo dei voti, Giorgia Meloni deciderà di non iscriversi all'università, eppure nel 1996, a 22 anni, diventerà dirigente nazionale di Azione Studentesca, un movimento legato alla destra italiana nato nell'orbita dei gruppi giovanili di Alleanza Nazionale.

La sua prima candidatura

Si candida per la prima volta nel 1998 tra le fila di Alleanza Nazionale al Consiglio della Provincia di Roma nel collegio della Garbatella, riuscendo ad essere eletta. Verrà nominata membro della commissione Cultura, scuola e politiche giovanili fino allo scioglimento della consiliatura nel 2003.

La prima donna presidente di un'organizzazione di destra

Gianfranco Fini (nella foto), all'epoca leader indiscusso di Alleanza Nazionale, la nota e nel 2001 la nomina coordinatrice del comitato di reggenza nazionale del movimento giovanile. Candidata capolista di "Figli d'Italia" nel 2004 vince il congresso nazionale di Viterbo e diventa la prima presidente donna dell'organizzazione giovanile della destra nazionale. Nell'aprile del 2006 viene eletta alla Camera dei Deputati per Alleanza Nazionale nel collegio Lazio 1 e successivamente Vicepresidente della Camera. Nella XV legislatura è stata membro della VII Commissione (cultura, scienze e istruzione).

Le elezioni del 2008 e l'incarico di Ministro

Nella successiva legislatura, quella del 2008, torna di nuovo in Parlamento e ottiene da Berlusconi l'incarico di ministro per le Politiche Giovanili, da lei poi modificato in Ministero della Gioventù. Giorgia Meloni ha 31 anni ed è il ministro più giovane della storia della Repubblica Italiana.

Il no alle primarie e la nascita di Fratelli d'Italia

A novembre 2012 la Meloni vorrebbe partecipare alle primarie del PdL, ma il partito non le convoca. La reazione della Meloni sarà inequivocabile: lascerà il PdL e creerà il nuovo partito "Fratelli d'Italia", insieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa.

L'uso della foto di Oliviero Toscani e la polemica

Nel 2013 si schiera apertamente contro le adozioni gay e nel 2014 rimbalza sui social un messaggio propagandistico firmato Fratelli d'Italia, che recita: "Un bambino non è un capriccio. No alle adozioni per i gay. Un bambino deve avere un papà e una mamma.". La foto scelta per accompagnare il messaggio è stata scattata da Oliviero Toscani ed utilizzata senza il permesso del fotografo, che insorge su Twitter: "Ma cosa salta in testa a @Fratelliditalia di usare una mia fotografia per una cosa del genere? Verranno denunciati."

Foto: Twitter @OToscani

Le europee del 2014

Nel 2014, alle Europee, il partito della Meloni non riesce a superare la soglia di sbarramento del 4% dei voti, ottenendone solo il 3,7%. Si allea, quindi, con la Lega Nord di Salvini e i due leader della destra intraprendono una campagna al vetriolo contro il Governo Renzi, ribadendo la posizione euroscettica di Fratelli d'Italia.

Il Ddl Cirinnà e le 'lobby LGTB'

Nel 2016 ribadisce, nell'ambito della discussione sul ddl Cirinnà, la sua posizione a proposito del matrimonio gay, dichiarando: "No al matrimonio tra persone dello stesso sesso: sarebbe una spesa enorme per lo Stato e una inaccettabile apertura alle adozioni gay. Fratelli d’Italia si batterà in Parlamento contro il ddl Cirinnà che introduce la “stepchild adoption” e apre di fatto le porte all’utero in affitto. Per noi le priorità sono altre: sostenere la famiglia tradizionale e la natalità e difendere il sacrosanto diritto di un bambino ad avere un padre e una madre". In un'intervista concessa in esclusiva a ProVita, si scaglierà contro quelle che ama definire le 'lobby LGBT', affermando "Un conto poi è combattere ogni forma di discriminazione, altro è vietare le favole tradizionali o modificarle per allinearle ai dettami delle lobby LGBT."

Il Family Day

La posizione contraria alle unioni civili e alla possibilità di adozione per le coppie gay della Meloni viene ribadita anche a febbraio 2016, nel pieno delle discussioni sul ddl Cirinnà. La leader di Fratelli d'Italia appare sul palco della manifestazione "Family Day", per celebrare i valori tradizionali cattolici della famiglia in contrapposizione all'estensione dei diritti per le famiglie omosessuali. Giorgia Meloni, sul palco, dichiara di aspettare un bambino. Le reazioni sui social non si fanno attendere e non tutte sono auguri di felicità. "Ho sofferto quando annunciai di aspettare mia figlia Ginevra al Family Day. Ci sono stati molti hater che mi hanno augurato di abortire. Questa cosa l’ho patita perché mi sono sentita in colpa, come se, alla prima prova di maternità, non l’avessi protetta" dirà nella già menzionata intervista a Verissimo.

Una legge per Elton John

A maggio del 2016, la legge promossa dalla senatrice del PD Monica Cirinnà (nella foto, a sinistra), viene firmata dal Presidente Mattarella e con essa si introduce nel nel sistema legislativo italiano l'istituto delle Unioni Civili, riconoscendo, tra le altre cose, alle coppie omosessuali gli stessi diritti di una coppia eterosessuale, seppur non equiparando la loro unione al matrimonio. La Meloni l'aveva definita: "una legge ipocrita, perché è solo per i ricchi e consente alle coppie di gay di andare all’estero e comprarsi un figlio. È una legge per Elton John", come riporta il Secolo d'Italia. In realtà, la Legge Cirinnà non contempla la gestazione per altri, che in Italia è illegale ed è rimasta tale.

La candidatura a sindaco di Roma

Un mese più tardi, in piazza del Pantheon Giorgia Meloni ufficializza la sua candidatura a sindaco di Roma, sostenuta dal suo partito e dalla Lega Nord di Salvini, che su Twitter la definisce "la candidata migliore per Roma". La leader di FdI dice di voler “restituire orgoglio ai cittadini romani”, italianizzando, forse, il concetto del "make America Great again" di Trump. Alle elezioni amministrative ottiene però il 20,64% dei voti e non riesce a passare il primo turno. Sarà eletta sindaco di Roma la candidata del M5S Virginia Raggi.

Le elezioni del 2018 e il selfie con Orbán

Alle elezioni politiche del 2018 Giorgia Meloni e il suo partito sono stati fortemente contestati durante la campagna elettorale, che si svolge sempre più sui social che per strada. Sarà fonte di grandissime polemiche, ad esempio, il selfie che la leader di Fratelli d'Italia scatta con Viktor Orbán, il controverso primo ministro ungherese. Nella caption della foto, la Meloni scriverà: "Tra patrioti europei ci si intende subito alla grande". Con il 4% ottenuto tanto alla Camera come al Senato, FdI è il terzo partito della coalizione del centro-destra, dopo Forza Italia e la Lega Nord. Giorgia Meloni viene rieletta alla Camera.

Foto: Facebook @Giorgia Meloni

Presidente del Partito dei conservatori e riformisti europei

L'anno successivo, alle Europee i risultati di FdI fanno registrare un aumento dei consensi: il partito ottiene il 6.5% dei voti. L'ascesa di Giorgia Meloni nel centro-destra italiano e all'estero è innegabile, tanto che nel 2020 viene eletta presidente del Partito dei conservatori e riformisti europei.

Le ultime elezioni amministrative

Nelle elezioni amministrative del 2022, da sempre considerate un'indicatore dei consensi politici a un livello superiore, Fratelli d'Italia ha superato la Lega di Salvini in tutta Italia, stabilendosi come leader della destra nazionale, e Giorgia Meloni si è dichiarata pronta a governare nel 2023, come riporta Repubblica. "Noi non siamo più figli di un dio minore" ha sentenziato La Russa dinanzi ai principali media del nostro paese.

Il rap 'Io sono Giorgia' diventato il titolo della sua autobiografia

Nel 2021 ci ha pensato lei stessa a raccontarsi, pubblicando l'autobiografia intitolata: "Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee". Fun fact: il titolo del libro riprende una canzone firmata da Mem & J ('Io sono Giorgia', per l'appunto), che in realtà si prefiggeva uno scopo differente. Nel video che accompagna la canzone venivano remixate parti del comizio della politica romana di Piazza S. Giovanni durante il Family Day, ribaltando il messaggio originario e trasformandolo in un vero e proprio inno della comunità LGBTQI+.

Il compagno e la figlia

Per quanto riguarda la sua vita privata Giorgia Meloni (nella foto, a maggio 2016) è diventata mamma pochi mesi dopo, a settembre 2016, dando alla luce una bambina di nome Ginevra, avuta dal compagno Andrea Giambruno, giornalista e autore televisivo di programmi come "Quinta Colonna". È proprio durante questa trasmissione televisiva che i due si sono incontrati. Il compagno ha confessato su Libero che per lui si è trattato di un vero e proprio colpo di fulmine. "Una sera è arrivata da Del Debbio, a Quinta Colonna, dopo una giornata di comizi e aveva fame. La sua portavoce ha tirato fuori dalla borsa una banana ma dopo due morsi Giorgia è stata chiamata in scena, così me l’ha mollata in mano, scambiandomi per un’assistente". Insomma, galeotta fu la banana.

Aspettando il 2023

Che arrivi alla premiership o meno, Giorgia Meloni è senza dubbio una delle figure protagoniste della politica italiana dei tempi recenti. Staremo a vedere come andrà in futuro, ma siamo certi che le polemiche non mancheranno.

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