La UE potrebbe emettere sanzioni contro Kirill
Il documento dell'EEAS
Una minaccia
Una figura polemica
I legami con Putin
Putin ha bisogno di Kirill e Kirill ha bisogno di Putin
Il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie
Il Patriarca e i leader del mondo
Il Patriarca e il Papa
L'incontro nel 2016 a Cuba
La videoconferenza tra Mosca e il Vaticano
Il Patriarca è a favore della guerra in Ucraina?
Un unico popolo
Il Patriarca e la guerra
L'omelia della Domenica del Perdono
I peccati dell'Occidente
La salvezza umana
Il significato metafisico della Guerra
Il gay pride
Le critiche al sermone della Domenica del Perdono
La chiamata alle armi
'Tutto il popolo oggi deve svegliarsi'
Tutta colpa dell'Occidente
L'influenza reciproca
Le parole dell'esperto
Il 'Cappellano del Cremlino'
La famiglia
L'ascesa
La nomina a Patriarca di Mosca e di tutte le Russie
L'uomo giusto al momento giusto
La nomina
La politica ecclesiastica
Conservatorismo
Le presunte voci sui suoi affari
La sua fortuna
Una figura chiave
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Kirill I, il polemico Patriarca della Chiesa ortodossa russa, nel mirino delle sanzioni UE
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La UE potrebbe emettere sanzioni contro Kirill

È del 4 maggio la notizia, diffusa da France Press e rimbalzata poi su altre testate come Politico, sulle possibili sanzioni che la UE potrebbe applicare al Patriarca Kirill I, nell'ambito del 6º pacchetto di misure contro la Russia.

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Il documento dell'EEAS

Secondo il documento dell'EEAS (European External Action Service - Servizio europeo per l'azione esterna) visionato da Politico, la proposta, ancora soggetta all'approvazione dei Paesi membri, prevede un elenco delle personalità russe a cui l'UE potrebbe decidere di applicare nuove misure restrittive. Sarebbero 58 e si tratterebbe, per lo più, di militari.

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Una minaccia

Citando il documento in questione, Politico riferisce: "Il patriarca Kirill è quindi responsabile del sostegno o dell'attuazione di azioni o politiche che minano o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina, nonché la stabilità e la sicurezza in Ucraina".
Ma chi è quest'uomo entrato nel punto di mira dell'UE? Scopriamo qualcosa in più su questa figura così controversa.

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Una figura polemica

Sono molte le polemiche che sono circolate in passato e circolano ancora adesso attorno alla figura di Kirill I, il Patriarca della Chiesa Ortodossa russa. Si tratta, infatti, di un personaggio difficile da inquadrare nello spettro della geopolitica mondiale, soprattutto negli ultimi tempi e alla luce delle sue ultime dichiarazioni in merito alla guerra in Ucraina.

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I legami con Putin

Ad accrescere l'aura di controversia che circonda Kirill I, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, c'è sicuramente la sua stretta vincolazione con i vertici politici russi. I media di tutto il mondo, infatti, lo vogliono molto vicino al Cremlino. La BBC parla proprio di questo, di "his close ties to President Vladimir Putin", ovvero dei suoi stretti legami con il presidente Vladimir Putin.

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Putin ha bisogno di Kirill e Kirill ha bisogno di Putin

La Chiesa Ortodossa russa conta su un esorbitante numero di fedeli (circa 150 milioni) e non sorprende che la figura del suo Sommo Capo rivesta un ruolo importantissimo non solo a livello spirituale, ma anche politico. Putin ha bisogno di poter contare sull'appoggio dei russi ortodossi e Kirill, da parte sua, su quello del Cremlino, per mantenere salda la sua posizione di leadership nella gerarchia ecclesiastica russa.

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Il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie

Per comprendere il potere di cui dispone Kirill è sufficiente osservare lo skyline di Mosca: dal 2010 sono state costruite una cinquantina di chiese e molte altre sono in via di costruzione. Mosca è la sede del Patriarcato, ovvero della Chiesa Ortodossa russa capeggiata da Kirill. Il Patriarca presiede più di trentaseimila parrocchie e sono più di cento milioni i suoi fedeli, ovvero circa un terzo dei cristiani ortodossi del mondo, come ci racconta l'inchiesta di Report "Dio salvi la Russia".

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Il Patriarca e i leader del mondo

Kirill è indubbiamente un uomo con molto potere e non è solo Putin a riconoscerglielo: altri leader hanno capito quanto poco siano da sottovalutare lui e la sua influenza e, per questo, lo abbiamo visto spesso accanto a figure di spicco del panorama mondiale, come Barack Obama, Papa Francesco, il presidente cinese Xi Jinping o il leader siriano Bashar al-Assad.

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Il Patriarca e il Papa

È sotto il Patriarcato di Kirill, infatti, che si sono parzialmente risolti i rapporti con la Santa Sede, ricucendo uno strappo che risaliva allo scisma d'Oriente del 1054.

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L'incontro nel 2016 a Cuba

Oggi, però, le cose sembrano essersi raffreddate: nonostante nel 2016 i loro due leader, Papa Francesco e Kirill I, siano stati i protagonisti di uno storico abbraccio che sembrava il presupposto di un messaggio comune di pace, le Chiese cristiane d'Oriente e d'Occidente sembrano di nuovo lontane. La causa è, ovviamente, la Guerra in Ucraina.

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La videoconferenza tra Mosca e il Vaticano

Il 15 marzo 2022 i due leader religiosi hanno mantenuto un colloquio online, ma, mentre la nota del Vaticano parla di un incontro "motivato dalla volontà di indicare una strada per la pace, di pregare per il dono della pace, per deporre le armi", quella russa evidenzia semplicemente il fatto che "le parti hanno sottolineato l’eccezionale importanza del processo negoziale in corso, esprimendo la loro speranza per il raggiungimento al più presto di una pace giusta", come leggiamo su La Repubblica.

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Il Patriarca è a favore della guerra in Ucraina?

Nonostante un primo (e molto criticato) momento di silenzio in merito alla guerra in Ucraina, le ultime dichiarazioni di Kirill I sul conflitto non permettono dubbi di sorta. In un'analisi sulla chiesa ortodossa russa, 'The Guardian' rievoca le parole utilizzate da Kirill che descrive Putin come un "miracolo di Dio".

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Un unico popolo

Sempre secondo il quotidiano britannico "Mentre piovevano bombe sulle città ucraine, ha affermato che è "la verità di Dio che il popolo di Russia, Ucraina e Bielorussia dovrebbe essere riunito come un unico popolo spirituale", in un messaggio in cui sembrano riecheggiare le parole del Presidente russo, Vladimir Putin.

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Il Patriarca e la guerra

Definito dalla rivista "Famiglia Cristiana" come un "alfiere della guerra", il Capo della Chiesa Ortodossa in realtà poche volte ha usato questa parola, "guerra", nelle sue omelie, nonostante vi abbia più volte fatto allusione.

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L'omelia della Domenica del Perdono

Ciò non significa che i suoi sermoni inneggino alla pace e denuncino le tragedie della guerra. Nell'omelia della Domenica del Perdono, ad esempio, pronunciata dal pulpito della Cattedrale moscovita del Cristo Salvatore, sono state piuttosto incendiarie le parole utilizzate da Kirill a proposito dello "scoppio delle ostilità".

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I peccati dell'Occidente

Il Capo della Chiesa Ortodossa ha giustificato lo scoppio della guerra dichiarando: "per 8 anni ci sono stati tentativi di distruggere ciò che esiste nel Donbass, dove c'è un rifiuto fondamentale dei cosiddetti valori che oggi vengono offerti da chi rivendica il potere mondiale", come leggiamo su La Repubblica. Sembrerebbe voler dar a intendere che la guerra, in realtà, sia uno scontro necessario per garantire la vittoria dei valori morali cristiani sui peccati dell'Occidente.

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La salvezza umana

Kirill, nel suo sermone, infatti, afferma: “Stiamo parlando di qualcosa di molto più importante della politica. Parliamo della salvezza umana... siamo entrati in una guerra che non ha significato fisico ma metafisico”, come riporta Il Fatto Quotidiano.

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Il significato metafisico della Guerra

Mentre Putin sembrerebbe considerare la guerra in Ucraina come la risposta ad una sua rilettura della storia più recente, Kirill sembrerebbe parlare, piuttosto, di un vero e proprio scontro di civiltà: pur senza mai nominarle apertamente, il senso delle sue parole sembrerebbe rimandare a concetti come quelli delle crociate o della guerra santa.

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Il gay pride

Per il Patriarca russo, quindi, la guerra in Ucraina rappresenta il no dei russi a "quei valori che vengono offerti oggi da coloro che reclamano il dominio del mondo". E ancora: "Per entrare nel club di quei paesi, è necessario tenere una parata gay pride. Non per fare una dichiarazione politica, 'siamo con voi', non per firmare alcun accordo, ma per tenere una parata gay", come riporta la CNN.

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Le critiche al sermone della Domenica del Perdono

Non si sono fatte aspettare le aspre critiche dell'opinione pubblica, soprattutto occidentale, alle sue parole. Tra tutte, riportiamo quella di Matthew Luxmoore, corrispondente del Wall Street Journal incaricato di coprire la guerra in Ucraina, che ha commentato su Twitter: "Non sorprende che il patriarca ortodosso russo Kirill abbia approvato la narrativa di Putin sull'Ucraina in un sermone di oggi. Secondo lui, l'Occidente organizza essenzialmente campagne di genocidio contro i paesi che rifiutano di organizzare parate gay!"

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La chiamata alle armi

All'omelia della Domenica del Perdono sono seguiti altri polemici interventi del Patriarca di Mosca, tanto che, nel riportare quello tenuto da Kirill in una celebrazione con le forze armate, il Secolo XIX parla di una vera e propria "chiamata alle armi".

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'Tutto il popolo oggi deve svegliarsi'

Sempre secondo il quotidiano vicino alla Santa Sede, Kirill, infatti, avrebbe dichiarato: "la maggior parte dei Paesi del mondo è ora sotto l’influenza colossale di una forza, che oggi, purtroppo, si oppone alla forza del nostro popolo", aggiungendo: "Dobbiamo essere anche molto forti. Quando dico “noi”, intendo, in primis, le forze armate ma non solo. Tutto il nostro popolo oggi deve svegliarsi, capire che è giunto un tempo speciale, da cui può dipendere il destino storico del nostro popolo".

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Tutta colpa dell'Occidente

Sarebbe l'Occidente, quindi, il responsabile dello scoppio del conflitto in Ucraina, nella sua strategia volta ad indebolire il potere della Russia e a "rendere nemici popoli fraterni" senza risparmiare "sforzi e fondi per inondare l’Ucraina di armi e istruttori di guerra", come riferisce Avvenire.

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L'influenza reciproca

Nonostante le distinte sfumature, la retorica utilizzata da Kirill ricorda quella di Putin, quasi a confermare lo stretto legame tra i due e, probabilmente, l'influenza che esercitano reciprocamente la Chiesa Ortodossa russa e il Cremlino.

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Le parole dell'esperto

Cyril Hovorun, professore di Ecclesiologia e Relazioni internazionali, ha detto ad al Jazeera: "Non si tratta solo della completa sottomissione della chiesa alle autorità politiche. La chiesa ha anche cercato di influenzare il Cremlino. E in un certo senso, la Chiesa ortodossa russa ci è riuscita, perché il Cremlino ad un certo punto ha adottato il linguaggio politico della Chiesa, che si è trasformato come nell'ideologia del mondo russo. Questa ideologia ha avuto origine dalla chiesa e poi è stata usata come arma dal Cremlino."

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Il 'Cappellano del Cremlino'

Il potere e l'influenza di Kirill I non sono, quindi, da sottovalutare, in quanto sembra chiaro come la sua missione spirituale si sovrapponga a quella politica del Cremlino (la Chiesa vista come pilastro dello Stato) e la sua figura a quella del Presidente Putin, tanto da essere definito "Cappellano del Cremlino". Ma qual è la storia dietro il leader della Chiesa ortodossa russa? Come ha raggiunto uno degli scaloni più alti della gerarchia ecclesiastica?

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La famiglia

Kirill, all'anagrafe Vladimir Mikhailovich Gundjaev, nasce nel 1946 nell'allora Leningrado, in un'umile famiglia di religiosi dissidenti: il nonno fu tra i primi a essere rinchiuso nel lager delle isole Solovetskij dove trascorse 30 anni, mentre il padre venne condannato a tre anni di lavori forzati alla Kolyma. Non sembrerebbe possibile che da questa famiglia potesse arrivare un Patriarca, eppure...

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L'ascesa

Monaco dal 1969, la sua carriera ecclesiastica è stata folgorante. Portò a termine i suoi studi all’Accademia teologica di Leningrado-San Pietroburgo, di cui prima divenne professore e poi rettore. Nel giro di pochi anni venne nominato prima vescovo di Vyborg (1976), poi arcivescovo di Smolensk (1984) e nel 1988 di Kaliningrad e, infine, metropolita (1991), salendo con una certa abilità le scale gerarchiche della Chiesa Ortodossa russa.

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La nomina a Patriarca di Mosca e di tutte le Russie

L'allora Patriarca Alessio II nel 1989 lo scelse come responsabile del Dipartimento per le relazioni ecclesiali esterne e membro permanente del Santo Sinodo, sfruttando le sue capacità diplomatiche e la facilità con cui riusciva muoversi nei meandri delle relazioni con le altre confessioni.

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L'uomo giusto al momento giusto

Il ministero era stato creato nel 1946 proprio per gestire le relazione tra lo Stato e le varie confessioni: Kirill era l'uomo giusto al momento giusto. L'arcivescovo e teologo Ilarion Alfeev dirà che, sotto la guida di Kirill, il Ministero si trasformerà in «una scuola di pensiero, un laboratorio d’innovazioni per il servizio della Chiesa»

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La nomina

Il 27 gennaio 2009, dopo la morte di Alessio II, Kirill smentì tutti i pronostici della sua infanzia e venne eletto Patriarca, il 16º della storia della Chiesa Ortodossa russa, con una larga maggioranza di voti (508 voti su 702)

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La politica ecclesiastica

In molti lo consideravano un innovatore, ma non gli mancavano neanche i critici che lo vedevano troppo vicino ai cattolici. Già ai tempi furono in molti, infatti, a predirre un possibile incontro del Patriarca russo con il “Papa rimskij”, il “Papa di Roma”, come avverrà poi nel 2016 nello storico incontro dei due a Cuba.

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Conservatorismo

In realtà Kirill non è mai stato un riformatore, né un completo modernizzatore: secondo il Sole24ore sarebbe, infatti, contrario a ogni riforma della Chiesa in senso liturgico o dottrinale. Insieme a Putin è promotore, piuttosto, di un pensiero e una visione prettamente conservatrice, che attacca e critica gli eccessi del modello occidentale.

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Le presunte voci sui suoi affari

Eppure sembrerebbe non essere del tutto avulso ai "peccati del materialismo" occidentale e agli intrighi. Nel corso degli anni si è parlato, infatti, del suo possibile passato da agente del Kgb (dove si vocifera che avrebbe conosciuto Putin) e di numerose attività turbide, come l’import esentasse di tabacco e alcolici o lo scandalo “oil for food” in Iraq.

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La sua fortuna

Queste attività gli avrebbero permesso di ammassare una 'discreta' fortuna, che includerebbe immobili e  yacht, oltre a un orologio da 30mila dollari apparso al polso del Patriarca in una fotografia: lo scandalo fu tale che la foto venne ritoccata con photoshop, anche se il ritocco non fu proprio perfetto: dimenticarono di cancellare il riflesso del “misterioso” orologio sul tavolo.

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Una figura chiave

In ogni caso, a parte gli scandali, i misteri e le polemiche che circondano questa figura, la sua vicinanza con Vladimir Putin, la sua capacità di amplificarne il messaggio da un pulpito, i suoi continui affondi a difesa della Guerra in Ucraina lo rendono una delle figure chiave di questo momento. E, molto probabilmente, della storia in generale.

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