Da Paul Éluard a Gala
Da Jean-Paul Sartre a Simone De Beauvoir
Da Virginia Woolf a suo marito Leonard
Da John Keats a Fanny Browne
Vladimir Nabokov a Véra Slonim
Adele Sandrock a Arthur Schnitzler, 12 aprile 1893
Ludwig van Beethoven a una sconosciuta, 7 Luglio
Jack London a Anna Strunsky, 3 Aprile, 1901
Sibilla Aleramo a Dino Campana
James Joyce a Nora Barnacle, 22 agosto 1909
Franz Kafka a Milena Jesenska, Aprile 1920
Da Italo Calvino a Elsa De Giorgi
Leonard Cohen a Marianne Ihlen, poco prima della morte di lei
Da Juliette Drouet a Victor Hugo
Da Frida Khalo a José Bartoli
Franz Kafka all'amata Milena
Hernest Hemingway a Marlen Dietrich, 13 luglio 1950
Da Vita Sackville-West a Virginia Woolf
Da Martin Heidegger a Hannah Arendt
Da Marcel Proust a Reynaldo Hahn
Da Friedrich Nietzsche a Cosima Wagner
Da George Sand a Alfred de Musset
Da Gino Strada a sua moglie Teresa
Da Boris Pasternak a Olga Ivinskaja
Da Dino Campana a Sibilla Aleramo
Da Frida Kahlo a Diego Rivera
Da Amalia Guglielminetti a Guido Gozzano
Da Giovanni Verga a Dina
Da Albert Camus a Maria Casares
Da Amedeo Modigliani ad Anna Achmatova
Da Jean Cocteau a Jean Marais
Le lettere d'amore più belle di sempre
(1/32)
"L'amor che move il sole e l'altre stelle"

Mettere i nostri sentimenti nero su bianco, dare un significato preciso alle sensazioni che proviamo, esprimere la profondità dei nostri pensieri: quante volte ci siamo trovati di fronte a questa difficoltà. Eppure lo sappiamo, le parole sono importanti, perché hanno il potenziale di cambiare i nostri rapporti con gli altri, perché possono rendere ancora più reale l'amore che proviamo e perfino quei gesti che, a volte, non siamo capaci di compiere. E allora prendiamo ispirazione da chi queste parole ha saputo usarle e parliamo d'amore, il sentimento che muove il mondo.

Le lettere d'amore più belle di sempre
(2/32)
Da Paul Éluard a Gala

"Non c’è vita senza amore. Ed io, mia piccola Gala, ti amo infinitamente. Non credo affatto alla vita, credo in te. Questo universo che è mio e che si mescola alla morte non può entrarci che con te. E fra le tue braccia che esisto. E dentro i tuoi occhi, fra i tuoi seni, fra le tue gambe che non mi spegnerò mai.
Il resto, è solo una grande miseria che sogna solo di crollare."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(3/32)
Da Jean-Paul Sartre a Simone De Beauvoir

"Se ci fosse stato bisogno di sentire sino a che punto siamo uniti, questa guerra fantasma avrebbe avuto almeno questo di buono, che lo ha fatto sentire. Ma non era necessario. Tuttavia essa dà una risposta alla domanda che vi tormentava: amore mio, voi non siete “una cosa della mia vita” – sia pure la più importante – perché la mia vita non è più mia, non la rimpiango nemmeno e voi siete sempre me. Voi siete molto di più, siete voi che mi permettete di immaginare qualsiasi futuro in qualsiasi vita."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(4/32)
Da Virginia Woolf a suo marito Leonard

"[...] guardare in faccia la vita, guardarla attentamente e capirla al fine unico di comprenderla, amarla, e scegliere di metterla da parte, scegliere di lasciarla alla sua bellezza universale e andarsene insieme agli anni vissuti e trascorsi insieme.
Ai giorni. All’amore. [...] E poi attimi. Istanti eterni…
Lasciarsi guidare in un mondo che volevo ma che non hai voluto tu. Fa che sul mio viso non scompaia mai il tuo sorriso, il tuo amarmi e il mio non voler… cosa? Farmi amare, forse. Farti soffrire, probabilmente."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(5/32)
Da John Keats a Fanny Browne

"Il mio amore mi ha reso egoista. Non posso esistere senza di te. Dimentico tutto, salvo vederti ancora. La mia vita sembra fermarsi lì, non vedo oltre. Mi hai assorbito. In questo preciso momento ho la sensazione di essermi dissolto – sarei profondamente infelice senza la speranza di vederti presto. Sarei spaventato di dovermi allontanare da te. Mia dolce Fanny, cambierà mai il tuo cuore? Amore mio, cambierà?"

Le lettere d'amore più belle di sempre
(6/32)
Vladimir Nabokov a Véra Slonim

"Ci sono solo alcune cose di cui è difficile parlare: si scuote il loro meraviglioso polline toccandole con le parole… Sì, ho bisogno di te, del mio racconto di fate. Perché tu sei l’unica persona a cui posso parlare del grido di una nuvola, del canto di un pensiero [...]"

Le lettere d'amore più belle di sempre
(7/32)
Adele Sandrock a Arthur Schnitzler, 12 aprile 1893

"Al risveglio ho avuto la sensazione di essere ancora dentro il cerchio magico del tuo amore, come se fossi ancora tra le tue braccia… sentivo che la tua bocca mi succhiava il respiro – non sentivo amore, felicità – e tutte queste parole, parole braccate a morte, pronunciate ad nauseam fino a che non diventano caricature, era molto più probabilmente qualcosa di diverso, una rinascita, un mondo sconosciuto che mi dischiudeva i suoi splendori, il matrimonio di un corpo e di un’anima imbevuti di desiderio infinito – e di beata perdita di sé [...]"

Le lettere d'amore più belle di sempre
(8/32)
Ludwig van Beethoven a una sconosciuta, 7 Luglio

"[...] sii calma – amami – oggi – ieri – Quanta nostalgia, quanto rimpianto di te – di te – di te – mia vita – mio tutto – addio – ti prego continua ad amarmi – non smentire mai il cuore fedelissimo del tuo amato.
Eternamente tuo. Eternamente mia. Eternamente nostri"

Le lettere d'amore più belle di sempre
(9/32)
Jack London a Anna Strunsky, 3 Aprile, 1901

"Ho forse detto che gli essere umani possono essere archiviati in categorie? Allora, se l’ho detto, lasciami fare una precisazione: non tutti gli essere umani. Tu mi sfuggi. Non riesco a classificarti, non riesco ad afferrarti. Posso indovinare, nove volte su dieci, a seconda delle circostanze, posso prevedere le reazioni, quelle nove volte su dieci, dalle parole o dai gesti, posso riconoscere le pulsazioni dei cuori. Ma al decimo tentativo rinuncio. Non ci arrivo. Tu sei il decimo tentativo."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(10/32)
Sibilla Aleramo a Dino Campana

"Possa tu riposare, mentre io ardo così nel pensiero di te e non trovo più il sonno, e sono felice. M’hai promesso di farti rivedere ancor più bello, mia bella belva bionda. Come passerai questi giorni e queste notti? Mi senti nella mia sciarpa azzurra, speranza, grazia? Riposa, riposa. Ci siamo meritati il miracolo. Lo vivremo tutto. E avrai tanta dolcezza anche dal dimenticarti in me, qualche momento, dall’avermi dinanzi come qualcosa a cui la tua dedizione sia sacra, fertile e sacra. Ho tanta fede, Dino."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(11/32)
James Joyce a Nora Barnacle, 22 agosto 1909

"C’è una lettera che non oso essere il primo a scrivere ma che pure spero ogni giorno che mi scriverai. Una lettera solo per i miei occhi. Forse me la scriverai  e placherà il mio desiderio. Che cosa può separarci ora? Abbiamo sofferto e siamo stati messi alla prova. Ogni velo di vergogna e diffidenza sembra essersi dissolto tra noi. Non vedremo negli occhi l’uno dell’altra le ore e ore di felicità che ci attendono?
Adorna il tuo corpo per me, carissima, sii bella e felice e amorosa e provocante, piena di ricordi, piena di desideri [...]"

Le lettere d'amore più belle di sempre
(12/32)
Franz Kafka a Milena Jesenska, Aprile 1920

"Voler afferrare ciò in un una notte per magia, in fretta, col respiro grosso, ossessionato, senza via d’uscita, voler afferrare per magia ciò che ogni giornata concede agli occhi aperti! Perciò appunto sono tanto grato (a te e a tutto) e così è quindi naturale che accanto te sono sommamente tranquillo e sommamente inquieto, sommamente schiavo e sommamente libero, per la qual ragione, dopo questa intuizione, ho anche rinunciato a tutto il resto della vita. Guardami negli occhi!"

Le lettere d'amore più belle di sempre
(13/32)
Da Italo Calvino a Elsa De Giorgi

"Vo­glio amarti scri­vendo, pren­derti scri­vendo, non al­tro. È forse la paura di sof­frire che prende il so­prav­vento? Cara, cara, mi co­no­sci troppo, ma no, troppo poco, devo an­cora farmi co­no­scere da te, devo an­cora sco­prirmi a te, stu­pirti, ho bi­so­gno di farmi am­mi­rare da te come io con­ti­nua­mente ti am­miro. Ho più che mai bisogno di stare fra le tue braccia. Gioia cara, vorrei una stagione in cui non ci fossi per me che tu e carta bianca e voglia di scrivere cose limpide e felici."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(14/32)
Leonard Cohen a Marianne Ihlen, poco prima della morte di lei

"Le persone cambiano, così come i loro corpi, ma c’è una cosa che non cambia mai riguardo l’amore. Marianne, la donna di “So long, Marianne”, quando sento la sua voce al telefono, so che tutto è rimasto come è, nonostante le nostre vite si siano divise. Sento che l’amore non muore mai e che quando c’è un'emozione così forte da far scrivere una canzone, allora c’è qualcosa riguardo quell’emozione che è indistruttibile. [...] Sai che ti sono così vicino che se allungassi la mano, potresti toccare la mia."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(15/32)
Da Juliette Drouet a Victor Hugo

"Se solo fossi una donna sapiente, potrei descriverti il mio meraviglioso uccello, il modo in cui unisci in te le bellezze della forma, del piumaggio e del canto! Ti spiegherei che tu sei la più grande meraviglia di tutti i tempi, e sarebbe comunque solo la semplice verità. Ma per mettere tutto in parole ben vestite, oh mio superbo, avrei bisogno di una voce molto più armoniosa di quella che è posseduta dalla mia specie – perché io sono l’umile gufo che si schernisce [...]"

Le lettere d'amore più belle di sempre
(16/32)
Da Frida Khalo a José Bartoli

"Voglio darti i colori più belli, voglio baciarti… [...] Voglio essere l’acqua che ti lava, la luce che ti dà forma, vorrei che la mia sostanza fosse la tua sostanza, che la tua voce uscisse dalla mia gola così che tu mi accarezzassi da dentro… [...] Se a volte soffri, voglio riempirti di tenerezza così che tu ti senta meglio. Quando hai bisogno di me, mi troverai sempre vicino a te. Sempre aspettandoti. E vorrei essere leggera e soffusa quando vuoi restare solo."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(17/32)
Franz Kafka all'amata Milena

"Per qualche motivo che ignoro mi piaci moltissimo. Molto, niente di irragionevole, direi quel poco che basta a far si che di notte, da solo, mi svegli e non riuscendo a riaddormentarmi, inizi a sognare [...]"

Le lettere d'amore più belle di sempre
(18/32)
Hernest Hemingway a Marlen Dietrich, 13 luglio 1950

"Penso sempre di conoscerti, ma non ti ho mai fatto una domanda nella mia vita, se non dove vivi o che numero di telefono hai. Ma mi sei mancata con più forza e più a lungo di chiunque altra io abbia mai conosciuto."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(19/32)
Da Vita Sackville-West a Virginia Woolf

"Sono ridotta a essere una cosa che desidera Virginia. Stanotte avevo composto per te una lettera bellissima, nelle ore insonni, piene di incubi, ma è tutta sparita: mi manchi e basta, in un modo piuttosto semplice, disperato, umano. Mi manchi più di quanto potessi credere; ed ero preparata a sentire la tua mancanza, parecchio. Così, in verità, questa lettera è solo un grido di dolore [...]"

Le lettere d'amore più belle di sempre
(20/32)
Da Martin Heidegger a Hannah Arendt

"E cosa posso fare io in questo istante ? Aver cura che in te non si spezzi nulla; che gli aspetti difficoltosi e dolorosi del tuo passato si purifichino; che le cose estranee e tutto ciò che hai sopportato si ammorbidisca."

 

Le lettere d'amore più belle di sempre
(21/32)
Da Marcel Proust a Reynaldo Hahn

"Vorrei che tu fossi sempre qui sotto le spoglie di un Dio invisibile agli altri mortali."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(22/32)
Da Friedrich Nietzsche a Cosima Wagner

"Alla mia principessa Arianna, mia amata. Che io sia un uomo è un pregiudizio. Ma io ho già vissuto spesso fra gli uomini e conosco tutto ciò che gli uomini possono provare, dalle cose più basse fino a quelle più alte. Sono stato Buddha fra gli indiani e Dioniso in Grecia […] Da ultimo, ancora, sono stato Voltaire e Napoleone, forse anche Richard Wagner… Ma questa volta vengo come il vittorioso Dioniso.
Arianna ti amo, tuo Dioniso."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(23/32)
Da George Sand a Alfred de Musset

“Che il mio ricordo non avveleni nessuna delle gioie della tua vita, ma non lasciare che queste gioie distruggano e rovinino il mio ricordo. Sii felice, sii amato. Come non potresti esserlo? Ma guardami da un piccolo angolo segreto del mio cuore e scendi lì nei tuoi giorni di tristezza per trovare lì una consolazione o un incoraggiamento.
Ama dunque, mio Alfred, ama più che puoi.
Ama una donna giovane, bella e che non abbia ancora amato, trattala bene, e non farla soffrire."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(24/32)
Da Gino Strada a sua moglie Teresa
"Cara Teresa, sono arrabbiato con te. Molto, troppo.
Me lo avevi detto che saresti partita, ma ho sempre sperato che tu cambiassi idea, che avresti cancellato questo viaggio. Invece te ne sei andata, sorridente.
Sono arrabbiato con te perché mi hai tolto la possibilità di restituirti almeno qualche frammento di quell’amore silenzioso e grande che mi hai regalato per quarant’anni. Non ho mai pensato di poter pareggiare il conto, ma vorrei darti un po’ di amore oggi, e anche domani, e dopo. "Eh caro mio, [...] avresti dovuto pensarci prima…": Sento che me lo stai dicendo ancora. Hai ragione tu, come sempre"
Le lettere d'amore più belle di sempre
(25/32)
Da Boris Pasternak a Olga Ivinskaja

"[...] Sono legato a te dalla vita, dal sole che brilla alla finestra, da un sentimento di commiserazione e di tristezza, dalla coscienza della mia colpa (oh, non di fronte a te, naturalmente), ma di fronte a tutti, dalla coscienza della mia debolezza e dell’ insufficienza di ciò che ho fatto finora, dalla convinzione che bisogna fare uno sforzo enorme e spostare montagne per non ingannare gli amici e non risultare un impostore. E quanto migliori di noi sono tutti gli altri intorno a me e con quanta più premura li tratto e quanto più cari mi sono, tanto più e tanto più profondamente ti amo, in modo tanto più colpevole e triste. Ti abbraccio forte forte, e quasi cado per la tenerezza e quasi piango."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(26/32)
Da Dino Campana a Sibilla Aleramo

"Regalo a chi ne ha bisogno quel poco di poesia che può essere sorta in te dal nostro amore. Non posso dirti altro dopo questo. [...] Perdonami se non voglio essere più poeta neppure per te. Sai che neppure le acque e neppure il silenzio sanno più dirmi nulla — e senti la mia infinita desolazione. Ti porto come il mio ricordo di gloria e di gioia. Ricorda quando soffrirai colui che ti ama infinitamente e porta per se solo il tuo colore. L'ultimo bacio dal tuo Dino che ti adora."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(27/32)
Da Frida Kahlo a Diego Rivera

"Dove sei? Dove sei? [...] La mia notte mi soffoca per la tua mancanza. [...] La mia notte vorrebbe chiamarti ma non ha voce. Eppure vorrebbe chiamarti e trovarti e stringersi a te per un attimo e dimenticare questo tempo che massacra. Il mio corpo non può comprendere. Ha bisogno di te quanto me, può darsi che in fondo, io e il mio corpo, formiamo un tutt'uno. Il mio corpo ha bisogno di te, spesso mi hai quasi guarita. La mia notte si scava fino a non sentire più la carne e il sentimento diventa più forte, più acuto, privo della sostanza materiale. La mia notte mi brucia d'amore."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(28/32)
Da Amalia Guglielminetti a Guido Gozzano

"[...] non voglio che tu mi sfugga, Guido, io non voglio che tu mi segua di lontano come un estraneo, che tu mi riveda ancora un giorno lontano quando forse i miei capelli non saranno più tanto bruni e la mia bocca fresca e i miei occhi lucenti. Lascia ch’io ti dica "tu" come un compagno, ch’io non senta fra noi il gelo di quella parola dura. Io ti sono compagna ora senza tremori e senza fremiti, sorella della tua anima. [...] Io sono per te come il primo giorno che ti vidi, non sazia, né stanca, né oppressa dalla più piccola parte di te."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(29/32)
Da Giovanni Verga a Dina

"Questo solo ti dico, che ti ho ancora e sempre dinanzi agli occhi, e ti accompagnano in ogni ora della tua giornata, e sento che mi manca la più cara e la miglior parte di me stesso. Come hai fatto a prendermi così? Quel viaggio che ho rifatto da solo, dopo averlo fatto insieme a te è stato una gran tristezza; ogni luogo, ogni pietra che abbiamo visto insieme mi ritorna dinanzi, e mi lega. Le parole, gli atti, il tono della voce. Le parole che non dicesti e quelle che non osai dirti."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(30/32)
Da Albert Camus a Maria Casares

"[...] Ti amo. Vivo di nuovo. Vivrò con te qui, nella pena ma nell’amore. Aspetterò soprattutto le tue lettere [...]. Scrivi. Presto. Dimmi tutto di te e delle tue giornate. Io, ti racconterò i dettagli. E soprattutto l’amore inebriante che mi colma ora, la mia fiducia e la mia tenerezza. Maria, Maria cara, tutto questo è un brutto sogno dal quale ci sveglieremo insieme e per sempre. [...]"

Le lettere d'amore più belle di sempre
(31/32)
Da Amedeo Modigliani ad Anna Achmatova

"Tu sei la passione di uno schizzo sul taccuino, l’esaltazione dei colori, la predilezione di un bacio con cui tradire per amore. [...] Eccomi dunque a scriverti e scriverti ancora. Perché la nostalgia mi richiama il tuo viso. Poetessa che hai cercato il mio cercare. Mangio poco e, come il cielo mattutino di pioggia riempito, il mio sguardo s’incupisce. Ma il cuore ti ricorda. [...]. Quanto luminosi eravamo? Lo rammenti, mia cara Anna. Frammenti d’assoluto a sfidare la polvere."

Le lettere d'amore più belle di sempre
(32/32)
Da Jean Cocteau a Jean Marais

"Adorami come io ti adoro, mio adorato Jeannot, e stringimi forte al tuo cuore. Aiutami ad essere un santo, per essere degno di te. Non vivo che grazie a te e per te."

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