Cos'è la Shrinkflation?

Un dubbio ragionevole
Ecco il nome tecnico per definire questa pratica
Shrinkflation
Meno spese, più profitti
Origine del termine
Una pratica legale ma...
Diversi settori coinvolti
Più di 2.500 prodotti ogni anno
Giustificazione nº1: Spese
Giustificazione nº2: Materia prima
Giustificazione nº 3: Salute
Il prezzo al chilo
15 anni di ricerche
5 cracker in meno
18 strati in meno
Un 10% in meno di dentifricio
50 g in meno di pasta
Il nuovo formato che inganna
Toblerone, un caso emblematico
Non soltanto alimentazione e igiene
Shrinkflation in un hotel?
Pulizia al quinto giorno
Consumatori delusi
La pandemia ha aggravato la situazione
Un dubbio ragionevole

È possibile che ci siano meno patatine nella busta che ha lo stesso aspetto di sempre? O meno grammi di caffè nel solito contenitore? Ad ogni modo il prezzo non è stato ridotto... Sono giustificati questi sospetti?

Foto: Unsplash - Xavi Cabrera

Ecco il nome tecnico per definire questa pratica

Ebbene sì, può succedere e gli economisti hanno un nome per questa pratica che alcuni marchi sano per offrire quantità minori di prodotto (senza preavviso) allo stesso prezzo o, in alcuni casi, superiore.

Foto: Unsplash - Eduardo Soares

Shrinkflation

La Shrinkflation è una strategia di marketing che alcuni brand stanno attuando per ridurre la quantità di prodotto che vendono (senza essere troppo evidenti) mantenendo lo stesso prezzo. O, a volte, aumentandolo.

Foto: Unsplash - Franki Chamaki

Meno spese, più profitti

Ovviamente questa pratica riduce i costi per l'azienda e aumenta i profitti mentre il consumatore, in molte occasioni, non se ne accorge nemmeno.

Foto: Unsplash - Viki Mohamad

Origine del termine

Il termine Shrinkflation è stato coniato nell'ultimo decennio ed è stato creato dai media anglosassoni : acronimo di 'Shrink' (Riduzione) e 'Flation' (Inflazione).

Foto: Unsplash - Franki Chamaki

Una pratica legale ma...

La verità è che la Shrinkflation, "sebbene sia considerata una truffa", come sottolineano le associazioni dei consumatori, è una pratica legale.

Foto: Pexels - Cottonbro

Diversi settori coinvolti

Una pratica legale che, negli ultimi anni, si sta svolgendo soprattutto nel settore alimentare, ma anche nei negozi di igiene e farmacia.

Foto: Unsplash - Neonbrand

Più di 2.500 prodotti ogni anno

Ma quanti prodotti sono coinvolti in questa pratica? L'Office for National Statistics del Regno Unito indica che, dal 2017, questa pratica ha interessato più di 2.500 prodotti.

Foto: Unsplash - Peter Bond

Giustificazione nº1: Spese

Come viene giustificata questa pratica dalle aziende? Da un lato, si afferma che le materie prime, la manodopera e i trasporti siano diventati più costosi negli ultimi anni. L'inflazione produrrebbe Shrinkflation (che, in fondo, potrebbe essere un tentativo di coprire gli aumenti di prezzo, sostenendo: "il mio prodotto continua a costare lo stesso").

Foto: Pexels - Marianne Tang

Giustificazione nº2: Materia prima

Mondelēz (una società messicano-americana specializzata in prodotti dolciari, alimentari e bevande) ha assicurato che la riduzione del 10% in alcuni dei suoi prodotti era dovuta all'attuale elevato costo del cacao.

Foto: Unsplash - Kristine Wook J.

Giustificazione nº 3: Salute

Ci sono marchi che dicono di farlo per una buona causa come l'azienda britannica Cadbury, che afferma che le sue barrette di cioccolato Wispa sono ora più piccole, per combattere l'obesità (ma sono vendute allo stesso prezzo di prima).

Foto: Pexels - Alleksana

Il prezzo al chilo

Le associazioni dei consumatori consigliano ai consumatori di guardare il prezzo al chilo, grammo o litro oltre che guardare il prezzo finale. Di solito appare in piccolo, accanto al prezzo del prodotto.

Foto: Unsplash - Charles Gao

 

15 anni di ricerche

L'avvocato dei consumatori, Edgar Dworsky, ha preparato un rapporto nel 2021, in cui ha raccolto i risultati di uno studio che porta avanti dal 2006, insieme al 'Consumer World', un'organizzazione senza animo di lucro.

Foto: Unsplash - Hanson Lu

5 cracker in meno

Nel rapporto vengono raccolti esempi concreti di Shrinkflation. Ad esempio, alcuni noti snack sono passati da 276,4 a 262,2 grammi. Cioè, solo 5 unità in meno per busta.

Foto: Pexels - Karolina Grabowska

18 strati in meno

Una nota marca di carta igienica ha ridotto il numero di strati in ogni rotolo, passando da 165 a 147.

Foto: Pexels - Markus Spike

Un 10% in meno di dentifricio

Uno dei dentifrici più conosciuti e venduti al mondo ha ridotto il suo contenuto da 116,2 a 107,7 grammi.

Foto: Pexels - Photomix

50 g in meno di pasta

Pacchi di pasta di alcune marche sono passate da 500 a 450 grammi, così come i vasetti di burro o gelato di altri noti brand, che sono passati da 500 a 465 grammi.

Foto: Pexels - Klaus Nielsen

Il nuovo formato che inganna

Ci sono aziende che cambiano anche il formato di vendita, come una nota bevanda isotonica, che ha implementato una bottiglia più aerodinamica che risulta più facile da impugnare ma che contiene il 14% di prodotto in meno.

Foto: Pexels - Hobi Industri

Toblerone, un caso emblematico

Il caso più emblematico è stato però Toblerone, pioniere nella Shrinkflation, azienda che nel 2016 ha ridotto del 10% le dimensioni dei propri prodotti, generando una raffica di critiche da parte dei propri clienti. Non è stato il primo marchio a farlo, ma è stato quello che ha generato più polemiche.

Foto: Unsplash - Safwan C. K.

Non soltanto alimentazione e igiene

Ma chi pensa che la Shrinkflation influisca solo sugli scaffali dei supermercati si sbaglia. Anche il settore dei servizi ha abbracciato questa pratica.

Foto: Unsplash - Nathalia Rosa

Shrinkflation in un hotel?

Ad esempio, una nota catena di hotel di lusso ha annunciato che la pulizia giornaliera delle camere dei suoi alberghi negli Stati Uniti sarà effettuata solo su richiesta del cliente, anche se continuerà ad essere gratuita.

Foto: Unsplash - Verne Ho

Pulizia al quinto giorno

Ovviamente, la stragrande maggioranza dei clienti non è consapevole di doverla richiedere. In caso contrario, la pulizia automatica della camera viene effettuata il quinto giorno.

Foto: Unsplash - Edelle Bruton

Consumatori delusi

Pertanto, in paesi come gli Stati Uniti, la soddisfazione dei clienti è al livello più basso dal 2005, come affermato nel rapporto del "Consumer World".

Foto: Pexels - Jan Prokes

La pandemia ha aggravato la situazione

"Il declino è iniziato prima dell'arrivo del Covid-19 ma la pandemia lo ha accelerato", viene affermato nel rapporto del 2021. Restiamo in attesa di quello del 2022.

Foto: Unsplash - Adrien Delforge

 

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