Come smascherare un bugiardo

Le bugie hanno le gambe corte?
I tipi di bugia
La differenza tra bugie bianche e bugie nere
Le bugie bianche fanno meno male?
Le bugie bianche
Le ricerche e i questionari
Quando diciamo bugie
La fretta è una delle cause
Le conseguenze per chi inganna
Il costo delle bugie
Se per noi l'onestà è un valore
Mentire a se stessi
Barare agli esami?
Dissipando i dubbi e sfatando i miti
Sfatando i miti (1)
Un bugiardo si riconosce dagli occhi?
Sfatando i miti (2): il siero della verità
Sfatando i miti (3)
Il poligrafo
Una prima tecnica
Misurare l'effetto Pinocchio
Il nostro naso non cresce quando diciamo bugie, ma...
Tecniche utili, ma... da non mettere in borsa!
Conclusioni rivelatrici
Le teorie sulle bugie
I segnali da tenere sott'occhio
Gli effetti di un compito secondario sulle dichiarazioni di opinione vere e false
Giocate d'astuzia!
Se il bugiardo cade nella trappola
Il risultato dell'esperimento?
Se i bugiardi siete voi...
Le bugie hanno le gambe corte?

Carlos Ruiz Zafón ha scritto: "Sono poche le ragioni per dire la verità. Mentre quelle per mentire sono infinite" e, probabilmente, avrà avuto le sue ragioni per scriverlo, ma chi ha avuto a che fare con un bugiardo o una bugiarda sarà così magnanimo/a da accettare di buon grado questa giustificazione?

 

I tipi di bugia

Proprio alle bugie Janina Steinmetz e Ann-Christin Posten hanno dedicato un articolo, pubblicato sulla rivista di psicologia InMind, distinguendole in due categorie: le "bugie bianche" e le "bugie nere".

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

La differenza tra bugie bianche e bugie nere

Le prime sarebbero quelle dette a fin di bene, per non urtare sensibilità e evitare dispiaceri agli altri. Le seconde, invece, sarebbe quelle originate dal desiderio di ottenere un beneficio per se stessi, di solito a discapito dell'altro interlocutore.

Foto: Joshua Hoehne / Unsplash

Le bugie bianche fanno meno male?

Alla luce di questa classificazione, sembrerebbe quasi ovvio considerare le bugie bianche un piccolo peccato veniale facilmente perdonabile e quelle nere, invece, come azioni degne di un girone dell'inferno. Ma le due autrici dell'articolo, docenti delle Università di Utrecht e di Colonia, non ne sono del tutto convinte.

Foto: Pawel Czerwinski / Unsplash

Le bugie bianche

Rispondere di sì ad un'amica che ci chiede se ci piace il suo nuovo taglio di capelli, anche se non è la verità, potrebbe non sembrare una tragedia, è vero. E, diciamocelo, tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo detto una bugia del genere. Siamo per questo dei disonesti?

Foto: Toa Heftiba / Unsplash

Le ricerche e i questionari

In realtà, sembrerebbe proprio di sì. Il fatto diventa più evidente se consideriamo un altro esempio di bugia bianca. Secondo le autrici "anche le persone che rispondono a ricerche di mercato o a questionari sui comportamenti legati alla salute spesso tendono a fornire risposte che possano risultare gradite alla persona che formula le domande".

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Quando diciamo bugie

Inoltre, se si è stressati e ci si sente alle strette è più facile che si menta, senza valutare con dovizia quali potrebbero essere le conseguenze del nostro comportamento.

Foto: Kevin Ku / Unsplash

La fretta è una delle cause

Lo conferma il professor Shaul Shalvi, psicologo e docente di Etica comportamentale presso l'Università di Amsterdam: "Quando le persone agiscono in fretta, tentano di fare tutto il possibile per assicurarsi un profitto, anche se ciò li porta  a mentire. Avere più tempo a disposizione invece fa sì che le persone siano più riflessive e valutino meglio le conseguenze di una menzogna".

Foto: Towfiqu barbhuiya /Unsplash

Le conseguenze per chi inganna

Le conseguenze delle bugie nere, invece, sono abbastanza evidenti e ovvie se consideriamo colui che è ingannato, ma lo studio delle due docenti tedesche va oltre ed analizza anche gli effetti della bugia nera su colui che inganna.

Foto: Bradyn Trollip / Unsplash

Il costo delle bugie

Secondo le due studiose, mentire ed ingannare è psicologicamente costoso anche per il bugiardo stesso. A tal proposito, chiariscono il concetto affermando: "I costi di una bugia sono strettamente legati a ciò che le persone pensano di sé".

Foto: Diego Rosa / Unsplash

Se per noi l'onestà è un valore

Per esempio, se siamo persone che considerano l'onestà un valore importante, dire una bugia per noi avrà un costo psicologico alto. E se diciamo una bugia a una persona a cui teniamo, ancora di più.

Foto: Becca Tapert / Unsplash

Mentire a se stessi

Se poi la persona a cui mentiamo... beh, siamo noi stessi... la situazione diventa drammatica, perché potremmo addirittura arrivare a sovrastimare le proprie capacità, con tutte le conseguenze che ciò comporta.

Foto di tswedensky da Pixabay

Barare agli esami?
Lo conferma un esperimento condotto da Zoe Chance, della Harvard Business School, su 76 studenti: è stato permesso loro di barare in un test di matematica. Il risultato? Coloro che avevano barato avevano cominciato a credere così tanto alla loro bugia da essere convinti di riuscire a superare addirittura test più difficili. (Anche se, in realtà, non era così.)
Foto: Shubham Sharan / Unsplash
Dissipando i dubbi e sfatando i miti

In ogni caso, indipendentemente dai motivi che ci spingono a dire una bugia e dalle sue possibili conseguenze, la situazione cambia se ci troviamo dall'altra parte, ovvero se siamo noi gli ingannati. Vorreste essere capaci di riconoscere se vi stanno mentendo oppure no? Ebbene, la scienza ci viene in aiuto, sfatando alcuni miti e dandoci delle indicazioni che potrebbero risultarci utili.

Sfatando i miti (1)
Nel caso foste sicuri di poter smascherare un bugiardo semplicemente guardandolo negli occhi, ci dispiace deludervi: in realtà, non è così, o almeno questo è quanto dice uno studio dell'Università dell'Hertfordshire.
Foto di StockSnap da Pixabay
Un bugiardo si riconosce dagli occhi?

Il professor Richard Wiseman ha condotto un esperimento centrato sull'analisi e sul confronto del comportamento dei sinceri e dei bugiardi: il risultato è che, secondo lui, sarebbe assolutamente impossibile riconoscere un bugiardo per il movimento rapido delle pupille, come si è soliti pensare.

Foto: Rhand McCoy / Unsplash

Sfatando i miti (2): il siero della verità

Secondo gli psicologi, neanche il Sodium Pentothal, noto come siero della verità, permetterebbe di individuare una bugia: sotto effetto del siero, una persona perde i filtri mentali di cui dispone normalmente e diventa loquace, dando un'infinità di informazioni, ma non è detto che tra di esse non si nasconda una menzogna.

Foto di Fathromi Ramdlon da Pixabay

Sfatando i miti (3)

In realtà non esiste neanche nessun tipo di marchingegno che, collegato al nostro corpo, possa dare l'assoluta certezza sulla nostra sincerità. E il poligrafo dei tribunali americani? No, neanche quello.

Il poligrafo

Il poligrafo, infatti, misura semplicemente i nostri livelli di stress e ansia quando siamo sottoposti a una domanda e molti scienziati sono convinti che si possa facilmente ingannare e che i suoi risultati non sempre corrispondano alla verità, perché per alcune persone dire una bugia non è una fonte di stress.

Una prima tecnica
Per sapere se una persona sta mentendo si potrebbe utilizzare un test, progettato da alcuni ricercatori dell'Universidad de Granada, che sfrutta la termografia: i risultati, assicurano, avrebbero un livello di accuratezza dell'80%.
Misurare l'effetto Pinocchio

Secondo la ricerca spagnola, per misurare il cosiddetto "effetto pinocchio" e smascherare un bugiardo bisogna considerare due aree del viso, la fronte e, come il celebre burattino di legno ci insegna... il naso!

Foto di jacqueline macou da Pixabay

Il nostro naso non cresce quando diciamo bugie, ma...

Il ricercatore principale, Emilio Gómez Milán, chiarisce: "Quando mentiamo, la temperatura della punta del naso scende tra 0,6 e 1,2 ºC, mentre quella della fronte aumenta tra 0,6 e 1,5 ºC. Maggiore è la differenza di temperatura tra le due aree del viso, più è probabile che quella persona stia mentendo"

Tecniche utili, ma... da non mettere in borsa!

Ma, sebbene questa tecnica e quella del poligrafo siano utili, ad esempio, negli interrogatori e nei tribunali, ci sembra ovvio che nella vita quotidiana il loro uso non sia così fattibile. Insomma, non possiamo girare con un termografo nella borsa o nello zaino e misurare la temperatura del naso dei nostri interlocutori per sapere se ci stiano prendendo in giro o meno!

Foto di Markus Winkler / Pexels

Conclusioni rivelatrici

Effettivamente, gli studiosi sembrano quasi tutti concordi su un fatto: stabilire con assoluta certezza se ci stiano dicendo una bugia o la verità è pressoché impossibile, ma non per questo dobbiamo smettere di provarci. E, in alcuni casi, gli studi hanno portato a delle conclusioni che possono essere rivelatrici.

Foto: Brett Jordan / Unsplash
Le teorie sulle bugie

Vi presentiamo alcune teorie, in concreto, che possono aiutarvi nell'arduo compito di smascherare un bugiardo: la prima è riassunta dal professor Aldert Vrij, del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Portsmouth, nel suo libro "Detecting lies and deceit: Pitfalls and opportunities".

I segnali da tenere sott'occhio

Secondo lo studioso olandese, per poter riconoscere un bugiardo bisogna semplicemente:

  1. Avere un sospetto
  2. Fargli delle domande trabocchetto
  3. Non rivelare informazioni importanti
  4. Essere informati e ben documentati
  5. Chiedere al bugiardo che ripeta una parte della sua storia
  6. Ascoltare e osservare attentamente
  7. Confrontare il comportamento del bugiardo in altri ambienti

Facile, no?

Gli effetti di un compito secondario sulle dichiarazioni di opinione vere e false

Ma il tema della bugia ha continuato ad affascinare il docente dell'Università di Portsmouth, che ultimamente ha pubblicato un altro studio al riguardo, intitolato "The Effects of a Secondary Task on True and False Opinion Statements", ovvero "Gli effetti di un compito secondario sulle dichiarazioni di opinione vere e false".

Foto: Peggy Anke / Unsplash

Giocate d'astuzia!
Secondo quest'ultimo studio, pubblicato sull'International Journal of Psychology and Behaviour Analysis, se volete riconoscere un bugiardo dovete giocare d'astuzia e distoglierlo dal fatto che volete verificare, chiedendogli di concentrarsi su altri compiti secondari.
Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay
Se il bugiardo cade nella trappola
Lo sforzo mentale che presuppone svolgere il compito secondario, associato a quello richiesto dall'escogitare bugie, dovrebbe essere insostenibile per il cervello dell'uomo medio. "I bugiardi sono spesso più preoccupati per il compito che di ricordare a se stessi di continuare a mentire" spiegano i ricercatori.
Il risultato dell'esperimento?

I bugiardi non erano capaci di rispondere con immediatezza, alcune risposte non erano plausibili o non chiare, sostengono i ricercatori. E aggiungono, però, che se il compito secondario da portare a termine è complicato, come, ad esempio, guidare per una strada di montagna, allora i risultati del test migliorano fortemente.

Foto: ian cylkowsk /Unsplash

Se i bugiardi siete voi...
Se i bugiardi siete voi, male! Considerate che il rischio che siate smascherati, seppur basso, esiste! Limitatevi a dire qualche bugia sull'età e sull'altezza sui siti e sulle app di dating. Secondo uno studio dell'Università del Michigan, condotto da Nicole Ellison, le piccole bugie online sono facilmente perdonabili (finché restano piccole). Ma, forse, dire la verità potrebbe assicurarvi anche un secondo appuntamento, chi lo sa.
Foto Ben White / Unsplash

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